mercoledì 30 novembre 2011

4 mag, '09, 12:45 m.
Oggi si dice "costretta" a dover mettere fine a un amore iniziato 29 anni fa, in un piccolo camerino del Teatro Manzoni di Milano, al termine di una replica de 'Il magnifico cornuto' di Fernand Crommelynck.. nei primi anni appare al fianco del marito nelle occasioni ufficiali, poi sempre meno. Preferisce rifugiarsi nella tranquillità della villa di Macherio e dedicarsi ai figli, che cresce secondo i precetti del modello pedagogico steineriano. Lo segue nelle campagne elettorali, ma quando a sfidarlo è Prodi augura ai due che a vincere sia "il migliore". Con le sue posizioni e le bachettate al marito diventa quasi un'icona della sinistra, al punto da dover garbatamente respingere il corteggiamento di Walter Veltroni. "Lei è il primo ministro più bello dell'Europa. Penso di presentarlo a mia moglie perchè è anche più bello di Cacciari", ebbe a dire Berlusconi incontrando l'allora premier danese Rasmussen. la prima pagina di Libero, qualche giorno fa, sotto il titolo "Veronica velina ingrata"  Leggi tutto…
tuttoquadra
3 mag, '09, 5:08 p.
Quel giorno fu un giorno sbagliato. Un giorno sbagliato che ti aprì gli occhi, e ti fece capire che i giorni non sono sbagliati, e non sono giusti perchè sbagliati. I giorni sono fatti di ventiquattr'ore, ma ventiquattr'ore non sono altro che la divisione matematico-spaziale dell'arco di tempo che trascorre tra giorni e notti. Ma gli eventi che accadono, non conoscono nè giorno nè notte, nè ore. C'è attività ed inattività, scelte, decisioni, nozioni, relazioni, stime, credenze. E ben sappiamo che solo una minuscola porzione del nostro cervello noi sappiamo utilizzare. Che la messa a fuoco comporta necessariamente e per definizione che ci sia uno sfondo e altri elementi fuori fuoco. Così è anche il nostro modo di ragionare. Non che non si possa ragionare sullo sfondo, chiaro. Ma la poliedricità che un soggetto può avere (cioè il suo potenziale essere soggetto, oggetto, attributo, complemento, agente o non) permette sì di farsi una propria idea personale, ma senza che in questo sia implicito e scontato l'essere compresi o il venire compresi. Una persona può rimanere sbalordita di fronte a una cosa che noi pensavamo tranquillizzante. E lo stesso accade quando non ci sentiamo intenzionati a comunicare qualcosa, accade che lasciamo intravedere qualcosa che dobbiamo essere in grado di spiegare, o che altrimenti ci cambierà.
Quello era un giorno sbagliato perchè certe volte le decisioni che si prendono trascendono da ciò che discendono. e non si riescono a spiegare. (Qualcuno penserà che ci sono modi migliori di morire.)
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tuttoquadra
29 apr, '09, 9:47 p.
Roxanne, you don't have to put on that red light,
walk this street for money, you don't care if it's wrong or if it is right.

Roxanne, you don't have to wear that dress tonight,
Roxanne, you don't have to sell your body to the night.
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tuttoquadra
11 apr, '09, 1:29 p.
inverso  Leggi tutto…
tuttoquadra
11 mar, '09, 8:02 p.
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°..°   |
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ORANGOTANGORANGOTAN
GORANGOTANGORANGOTANGO
RANGOTANGORANGOTANGORAN
GOTANGORANGOTAN 


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tuttoquadra
11 mar, '09, 7:57 p.
^
mentre la morte non c'è i topi ballano
disincantati dalla loro stupida danza
si sbattono tutto in faccia
non si preoccupano tanto della canzone
pensano di più a ballare, a sbattersi tutto in faccia
"A me non interessa" dice quell'uno che si è fatto breccia nel suo stesso cuore, a
spese del suo stesso umore, "Ma non è così grave", dice quell'uno, così
padrone di se stesso da saper non mentire e parlare
contemporaneamente. Quell'altro non se lo sa spiegare, non sa
perchè balla, il suo è un divertimento proprio
vero e sicuramente non c'entra da subito una anche solo
ipotetica necessità...
"L'amore per il bene comune era troppo
i topi a discapito della morte ballavano
ridevano egoisti, sì ma nei confronti di lei non certo
perchè erano loro a volerlo, era lei che li aveva costretti
a scrivere il loro odiosamato testamento, per
gentile concessione della natura e del caso,
per merito loro un ardente desiderio non era smania
ed un ballo non era solo tale, rappresentava l'abito
l'abito delle loro coscienze l'abito che di per forza
doveva avere un nome, un ballo, un pensiero.
Ridere in certuni è facile, meno in cert'altri, ma
non giurerei che per entrambi significhi uguale. Il topo balla sempre
e sempre si può attingere al ballo.
Rendere conto al reale non è come ballare per la morte.

<>
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tuttoquadra
5 mar, '09, 1:01 p.
Valore ultimo: Creazione di principi ultimi indisponibili.  Leggi tutto…
tuttoquadra
5 mar, '09, 1:57 m.
mmm si allora ecco tengo la necessità di mandare all'aria tutto per il bene comune. non che il bene comune infastidisca la mia apparentemente quieta personalità, ma quella che potrebbe sembrare apparentemente quieta personalità è in realtà il moto rotatorio rivoluzionario che galileo scopre ogni volta in se stesso. galileo come sistema solare di galileo. io come mio sistema solare. con un fottio di pianeti ad interferire continuamente nell'ordine astratto su cui si basa il sistema. con una popolazione terrestre che continua a fare cose peggio dei pianeti. e con me, a casa mia, che devo cercare di placare e uniformare tutto questo.
la scoperta della t implica necessariamente la sua esistenza. e così per tutte le altre ventisei e passa lettere. come potrò spiegare tutto questo, se tutto questo ha solamente una sola misera povera corrispondenza con se stesso e non esiste al di fuori? questo sono io. io esisto fisicamente e concretamente ma non idealmente e ideologicamente. sono sulla strada, ma non c'è strada che tenga se quello che sento è dentro di me. sprigionarsi non è così semplice. semplici le soluzioni ma non le scorciatoie. cosa sto imparando dalle soluzioni? che tengono in considerazione la generalità delle opinioni, e si costruiscono sull'incolumità. cioè che se ho una tesi qualsiasi, questa tesi, ciononostante io sola la ritenga vera e dimostrabile, non può solamente venire rappresentata concretamente, ma anzi ha bisogno di basi profondamente giustificate e interiorizzate e spiegate al fine di farle comprendere. nell'assenza di ciò non si è visti come reali ma come arroganti, intransigenti, strafottenti, stupidi. anche se tutti questi sono solo termini nella testa del malcapitato non c'è niente che lo possa far capire, perchè non è visto il motivo per cui un concetto sia diverso da un termine, un processo da uno stato.
io dico che per parlare bisogna scontare, scontare tutto quello che si sa, scemarlo e discernerlo dalla totalità dialettica della mente. è facile mettere in tavola la propria idea di bianco senza spiegarla, ma è attraverso la sua spiegazione che si giungerà al senso e quindi al discorso. altrimenti si continuerà sul io bianco, sì anch'io e tu? beh, anche nero, e tu? si si certo anche io, bello il nero. no non porta a niente a quanto è dimostrato. o almeno non così.
i percorsi sono fon da men ta li perchè si fondano nella mente attraverso strade e sentieri molto molto importanti. e una cosa successa è fatta ormai, ma non è sempre e solo negativa.
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tuttoquadra
4 mar, '09, 10:51 p.
"La sua memoria diventava infrequentabile"  Leggi tutto…
tuttoquadra
2 mar, '09, 2:04 m.
ecco a voi il niente
inesitente in voi io dico un blog esprime quello che di più inaudito incontrollato c'è
ma io sto ascoltando una voce e non è come sempre
quest'è il dramma
m
o
p
q
r, perchè se lo merita
so essere criptica. dark metal nel gergo.
addio
dio come potresti essere tu
altro che fare, fammi qualcosa
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tuttoquadra
24 feb, '09, 1:00 m.
il post è vuoto
quanto parla un post             quanto dura  Leggi tutto…
tuttoquadra
24 feb, '09, 12:59 m.
cecilia ci prova in ogni modo ma ogni modo è sbagliato. continua cecilia ma perchè dovrebbe?
questo si chiede la sua domanda per forza darà luogo a qualcosa che pensa e desidera ma cosa?
Essere forse lasciata in pace? sai non è che chiude le porte appositamente. nemmeno lo fa per dimostrare qualcos'altro...prostrarsi, questo no.
cecilia ha deciso di non prostrarsi. qualcuno aprirà la porta finalmente per dirle qualcosa di sensato, altrimenti lei continuerà ad ascoltare le loro melodie, stupide ma non precisamente, in realtà sono ignifughe.
vuoi, avrai.
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tuttoquadra
23 feb, '09, 1:50 m.
se solo avessi avuto niente di che del resto
la vita è un rotolarsi fra letti e bare, fra ipermercati e frigoriferi
tu sei l'amore della mia vita e io ne son ben contenta oppure piangerò
se me lo chiedi ti rispondo oppure che ti rispondo a fare
filosofia sbagliata dicono insinuano qui a grado tal dei tali latitudine longitudine
e dire che a 40 kilometri da qui dicevano dimostravano tutto il contrario
in my dreams i'm dying all the time
vorrei un posto tutto mio dove poter pensare in un modo adeguatamente isolato
avere a che fare sempre con tutto e tutti è uno strazio ben pensante
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tuttoquadra
22 feb, '09, 6:27 p.
.......................................................................... ............ . . . .   . . . .   . . .   . . .  . . . . . . . . . . . . . . . . . .                ....................
PORCELAIN
in my dreams i'm dying all the time
then i wake its kaleidoscopic mind
i never meant to hurt you
i never meant to lie
so this is goodbye
this is goodbye.

............................................. . . . . . . ... . . . . . . ... .. . ............................
tell the truth you never wanted me

tell  me

................ . . .. . .. . . . . .. ... . . . . . . . ... ................ . . . . ........
in my dreams i'm jealous all the time
then i wake i'm going out of my mind
going out of my mind.
............ . . . .. ..  ............... . . . . . ....................... . . ..................................................... . . . . . . . .. ... . . . . . . . . . . .. .  . . . . . . . ..  . . . . . . . . . .... . . . ..  . . . . . ............ . . . . . . .................... . .... .  . . . . . ... . . . ..  . . . ... . ..  . . . . .  ...................... . . . . . ... . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .............................................................................................................................................. .
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tuttoquadra
21 feb, '09, 9:13 p.
"sono incazzato come uno scarabeo incastonato nell'oro"  Leggi tutto…
tuttoquadra
20 feb, '09, 10:05 p.
Ode all'assistente

Ecco allora le cose stanno così: tu puoi prenderti gioco fin che vuoi di me, io invece posso solo attenermi alla tua figura, che solo io conosco; perchè tu sei mascherata dal tuo ruolo, e io posso solo interpretare il tuo ruolo ma non posso sapere chi sei. Le cose stanno così, sei tu che mi hai fatto capire che il tuo ruolo ha importanza fino a un certo punto, che fino a un certo punto io posso considerarmi su di te. Perchè tu sei imprevedibile, e in ogni momento mi puoi tradire, ma solo se io mi affido a te. Quando io mi saprò affidare a me stessa, sarò io a fregarti. e ti vorrò bene. Sarò finalmente in grado di possedermi, di sapere che io so in modo chiaro, senza aver bisogno di te per me, senza aver paura di te, senza aver bisogno di giustificarmi nei tuoi confronti. Trovare per avere le proprie guistificazioni.

Ma questo me lo devi concedere. Io quando troverò le mie giustificazioni non sarò un'assistente che arriva con quattro ore di ritardo e poi si comporta come se niente fossi. non riuscirò mai ad essere così piena di me stessa e indifferente. piuttosto che quattro ore di ritardo non vengo, uso anche le bugie.
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tuttoquadra
20 feb, '09, 12:36 m.
CINQUE A ZERO.  Leggi tutto…
tuttoquadra
18 feb, '09, 11:32 p.
è tutto paurosamente scritto. in modo divertente, in modo lacerante, in modo inconsistente senza ricordarsene. ma è tutto scritto. a pixel, codici, alfabeti parole significati non importa, resta. resterà. le cose scritte non restano come possono restare qui e adesso, nessuno lo sa cosa ho io adesso, non lo so tantomeno io. ma una cosa è certa. che quando leggerò, saprò. anche se non mi ricorderò di aver scritto quello che sapevo in quel momento, resterà. resterà. resterà.
riposerà in pace, come un camaleonte su una foglia, e poi su un peperone, e poi sul sole, e poi sul frigorifero. verde, rosso, luce bianco. non c'è niente da pensare. c'è solo da dire, da anticipare, da ricordare. ne parlavo di questo. parlavamo e ci dicevamo che forse l'unica cosa proprio vera è il tempo. il tempo inteso nel suo scorrere, nel fatto che esiste giorno e notte, buio e luce, sonno e veglia. il tempo. il mio tempo è qualcosa di più complicato. io dentro me. ve lo voglio dire, perchè non mi fido della fiducia che provo nei vostri confronti. voi tutti non sapete un cazzo. nè di me nè di quello che penso. è divertente e anche ridicolo quindi ancora più divertente. me ne frego alla fine, alla fine inteso come alla fine di tutti i tentativi che la mia pazienza può sopportare. perchè quando è una cosa, non va bene questo, quando è un'altra, non va bene quest'altro. perfetto allora vi dico, che senza che voi mi rispondiate, che le cose stanno banalmente così. che non mi importa di cosa ne pensate a riguardo perchè esistono le cose scritte, che sono esattamente la prova del fatto che le opinioni mi sanno un po' di limitativo, che le opinioni, a differenza delle Interpretazioni, le opinioni sanno di inconcluso







e questa è un'opinione!
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tuttoquadra
18 feb, '09, 11:12 p.
il mio spazio d'invocazione si chiede e per giunta risponde,
ma fino a che punto i sentimenti (ma anche le sensazioni) influenzano la personalità di una scimmia evoluta?
rispondere è cortesia, diceva Tacito, molto tacitamente.
Potrei indicare tutti e dargli un nome, ma è troppo difficile. questa cosa, adesso, perchè?
perchè questo adesso, perchè io qui adesso così?
sapreste spiegarlo? no perchè non è una curiosità. è auto ma ti co
e non so cosa farci non so che pesci pigliare che ragni cavare che buchi vedere che lupi far crepare.
non so niente, non so nulla di tutto questo

me lo costruisco. e quando devo pensare alle cose vere e reali mi rendo conto improvvisamente che tutto si mischia, che il significato di adesso si riferisce a ieri a oggi a domani a me in generale agli altri in generale e in particolare a quello che lega me alla mia storia legata al presente e gli altri alla mia storia e al presente. perchè io qui? io sono fatalista acculturata, non vorrei ma me ne accorgo e lo odio perchè odio accorgermi delle cose. perchè se fossi capace a non accorgermene i problemi sarebbero infiniti meno. tutto nella sua medesima successione si capovolgerebbe in decisione, in creazione, in manifestazione, e non in descrizioni, spiegazioni, lotte e domande. tutto sarebbe come il capo e il collo. tutto potrebbe essere. odio il mio genere di cose.

è quasi carnevale
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tuttoquadra
18 feb, '09, 7:34 p.
esprimi il consenso, rinuncia al dissenso. non c'è molto da fare quando si tratta solo di parlare. è la via più sporca e facile, e non c'è niente che ti impedisca di formarti
malattie polmonari mortali
incidenti stradali
convenzionali
mio figlio è morto
e io rimango di stucco, di stucco davvero

bocciata

sarà per la prossima volta, perchè oggi resto
resto perchè voglio, anche se tu no non vuoi
ci sono cose che non si possono dire, nemmeno a se stessi
per tutto il resto c'è la conversazione il monologo il soliloquio il dialogo
quanto ti interessa a me tanto a te tanto tanto quanto tanto anche se è tanto non c'è
non c'è

il dialogo si interrompe non nasce non ho voglia
non mi importa sono cattiva è solo cattiveria la mia
ho fatto delle cose, sto scontando la mia pena
conseguenza di ciò
sembra stupido parlare al muro, anche se comprensivo
sembra stupido parlare all'aria, anche quando porta via
sembra stupido parlare a caso, anche se si dice qualcosa di interessante o intelligente
io credo
io penso che
secondo me
quello che credo
sia riferito al fatto che penso
che secondo me
quello che penso
che credo di pensare
si riferito al fatto che credo
che penso che credo che secondo me
penso che credo di pensare che secondo me

sembra stupido
eppure non so
penso che secondo me
credo
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tuttoquadra
17 feb, '09, 8:13 p.
"...Anche a me piace vedere le foglie che nascondono la luna, ma se dietro di esse si riuscisse a vedere la luna, sarebbe inaudito, la vita avrebbe finalmente un senso."
sono parole sacre, com'è sacro che tutto ciò che succede, se succede, dal momento che succede, rimane.
se rimane, dal momento che rimane, è tuo, è te, tu sei lui, lui è tuo. con tutto ciò che questo comporta.
avendo coscienza di ciò.
non so cosa questo possa significare, e secondo me forse è solo quando lo tiri fuori che lo puoi sapere.

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tuttoquadra
13 feb, '09, 12:04 p.
the Manchester Madonna  Leggi tutto…
tuttoquadra
7 feb, '09, 12:27 m.
capaci capaci con se stessi
disposti disposti a tutto
io ti vedo e questo è quanto.
capito le cose non stanno in altro modo
io ti vedo dai miei occhi so cosa sono non c'è altro
e farò tutto pur di farti capire quello che penso e sento
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tuttoquadra
6 feb, '09, 2:42 m.
siete come il monte quando nevica
come lo stuolo di servitori riverenti
siete invece la mia disperazione
tutto quello che ho sempre sperato
desidarato e incompreso
perchè siete così talmente veri assolutamente veri verissimi
io non so cosa poter criticare di fronte a così tanta sincerità
siete la sincerità dominati dalla sincerità
quanto siete belli a me piace esserlo con voi perchè se penso a qualcosa di estraneo
immediatamente in voi mi ci trovo così perfetti
posso dormire
gli uccelli non sentono nemmeno cantando
e adoro le loro stupende sinfonie sinfonie che mi ricordano
ucceli durante le loro sinfonie che cantano
e mi dico che andrà tutto bene sarà qualcosa di perfettamente conciliabilr
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tuttoquadra
26 gen, '09, 1:04 m.
allora questa la devo dire anche se si tratta di bieca e fastidiosa politica:
la signorina Bonazza Gelmini reintroduce la bocciatura con il 5 in condotta.
i giornali presentano l'accaduto come una nuova linea sulla quale la scuola italiana ha finalmente riacquistato serietà, una vera serietà che permetterà di punire i bulli per il solo fatto di essere bulli.
Gelmini spiega, che per avere un 5 in condotta, l'alunno dovrà essere sospeso per 15 giorni senza mostrare segni di pentimento.
un preside di liceo che conosco, mi ha detto che per essere sospesi per 15 giorni (il massimo statale di giorni di sospensione) bisogna o bruciare la scuola, o allagarla, o bombardarla, o distruggerla; oppure bisogna picchiare a sangue un altro alunno o un professore.
e se questo accadesse, lo studente responsabile dei fatti, nel caso in cui andasse dal preside a chiedere pubblicamente SCUSA, non rientrerebbe nel 5 in condotta e non verrebbe bocciato per questo.
lascio a voi.
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tuttoquadra
22 gen, '09, 6:13 p.
Qualcosa che ebbe a che vedere con i miei versi ti illuse:
venendo nella mia casa deserta non farai altro che attirare
lo stuolo di donne che deluderò.
So che sei bella, e che non ti fai scrupoli nell'offrirti. Tu stessa,
bella preda certa, apri già i palmi per offrirti.

Ma non mi importa: prima di conoscerti preferisco, con un gesto franco,
arrestarti sulle soglie e rifiutarti come una mendicante, povera amica.
NON SONO LUI, non sono lui! Voglio gridarti questo nel mio rifiuto
onesto, così che tu non mi maledica poi.

Non sono lui! Non sono quello che tu vedi,
non sono quello spirito fraterno che tu sogni!
Dietro il verso mio che conosci, tenero e gaio,
il mio cuore è arido, stride di cinismo e scherno
come il baccello vuoto d'inverno, che stride,
vuoto di semi, e pende dal rovaio...

Meglio che la coscienza ti precluda bassi pensieri,
e onestamente ti congeda in versi sinceri...
Tu sei bella, fai che io non ti veda:
il desiderio di te, bella preda,
mentirebbe quell'amore che tu speri.

è che non posso amare, Illusa! Perchè
non ho amato mai! é questa la sciagura che nascondo.
Triste ho cercato l'amore nel mondo,
ho pellegrinato lungo il mio passato,
viziato fanciullo, vizioso,
ero sulle orme di un piacere vagabondo, senza meta...

AH! Non volgere i tuoi piccolo piedi
verso l'anima buia di chi tace!
Non mi tentare, pallida seguace!...
Per il tuo sogno, per il sogno che io ti diedi,
non sono lui, non son quello che credi!
Tu che sei curiosa di me, lasciami in pace!
sui versi crepuscolari
mi ci vedo, onestamente 

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tuttoquadra
20 gen, '09, 2:56 p.
Tu, forse non essenzialmente tu,
un'altra, ma è meglio fossi tu...
Tu, forse non essenzialmente tu,
hai scavato dentro me - e l'amicizia c'è
Io, che ho bisogno di raccontare io,
la necessità di vivere
rimane in me.

e sono ormai convinto da molte lune
dell'inutilità irreversibile del tempo
mi svegli alle nove e sei  decisamente tu

e non si ha il tempo di vedere la mamma e si è gia nati
e i minuti rincorrersi senza convivenza
mi svegli e sei
decisamente tu

...forse non essenzialmente tu
e la notte, confidenzialmente,
Blu  

(cercare l'anima)

Tu, forse non essenzialmente tu,
un'altra, ma è meglio  fossi tu

e vado dal Barone ma non gioco a dama
e bevo birra chiara in lattina
me ne frego e non
penso a te
avrei bisogno sempre di un passaggio
ma conosco le coincidenze del sessanta notturno
lo prendo sempre per
venir da te

forse non essenzialmente tu
e la notte, confidenzialmente, Blu
cercare l'anima
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tuttoquadra
19 gen, '09, 2:14 m.
allora
esigo

che quello che vedo
sia ciò che è
e che ciò che vedono
sia quello che sono

quello che faccio quello che vedo
quello che dico quello che penso
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tuttoquadra
18 gen, '09, 12:45 p.
- che ci facciamo qui?
- Non so. Forse ci stiamo facendo qualcosa...in ogni caso
non ha alcuna importanza. Stiamo solo facendo una delle tante cose
che potremmo fare fra le tante cose che per questo non facciamo.
- è PRONTO IL CAFFèèèè
-ARRIVOOOO

- Tu credi che un giorno qualcosa cambierà?
- No.
- IO ZSI ZSI LO CREDO!
- e tu chi sei??
- che importa, a me è zsuccezzo. Un giorno zstavo zsalendo le
zscale e zsono inciampato mi zsi zsono zspaccato i denti davanti.
- E pensi che questo possa cambiare qualcosa?
- Per voi non penzso ma io non riezsco più a comportarmi
normalmente, nemmeno quando humo, adezszso zsono helice

- ...(sottovoce) Andiamocene...
- (sempre sottovoce) ma no perchè?! Sembra che dica la verità!
- (sottovoce)... Si e noi cosa ci guadagnamo con le Zsue verità...

- AH! SI è FATTO TARRDI!
- VERISSIMO! DOBBIAMO ANDARE,
SCUSACI TANTO...

- Ciao ciao! Ci vediamo prezsto!
§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§
SCENA: camera con scrivania

Aspetto di conoscere
qualcosa di solido
per potermi incidere
nell'insolito.
Evado dal circostante
per immergermi nell'irrilevante
fattezza delle idee
sperandole
già
no non si può fare così
non posso andare avanti così
non posso ridurmi in questo marcio
ridurmi a marcire nel marcio
che gioia che mi da quanto pesa

DRIIIIIIIIN
DRIIIIIIIIN
DRIIIIIIIIN

- Pronto?!?............................(fra sé:
è la telefonata che aspetto da tempo forse)
- Sì, buonasera. C'è Geremia in casa?




















No. Ha sbagliato numero.

- Ah, mi scusi. Arrivederci.
AAAHAAAH


SCENA: zoo

Mamma, mi compri una scimmia?
Un'altra volta tesoro...
Guarda! il leone!

- è che non capisco che cosa ci fanno tutti quanti
in un posto così triste.
- alimentano l'innocenza dei loro bambini
- forse semplicemente amanoquesto posto
- forse sanno solo dell'esistenza di questo posto
- e non hanno nessuna voglia di chiedersi perchè.
- Andiamocene...
__________________________________________
__________________________________________

- è troppo per me, devo cercare di far succedere qualcosa
non posso continuare a stare qua con le mani in mano nelle mani sui
piedi in testa solo solo solo solo
Sono per sempre solo io mi ammazzo non ci riesco devo uscire da sta
cosa non mi capacito

DIN...DON...DIN...DON...DIN...
DON...DIN...DON.

- Ma chi sarà?!?!
(corre sparato alla porta, la apre ma non c'è nessuno, sente dei passi
per le scale s'infuria va su tutte le furie e rincorre quei due bambini
che stanno scappando)

(quando riesce a raggiungerli i due sono nascosti dietro le gambe dei
loro genitori, lui è nero di rabbia e disperazione)
(urla MA CHE CAZZO VOLET .
I genitori lo guardano seri e austeri, un po' interdetti e schifati)

- Ma lei, scusi?

- Ma lei, che fa?

- MA VI RENDETE CONTO
- Di cosa, di grazia?

- DEL FATTO CHE ME NE VOGLIO STARE IN PACE SOLO
SENZA BAMBINI CHE MI DANNO DANNATAMENTE
FASTIDIO E MI CONTINUANO A LASCIARE ANCORA E
ANCORA SPERANZA NON MI DANNO RASSEGNAZIONE
MORIRò D'INFARTO PER COLPA DI TUTTO QUESTO.

-... Senta, scusi, non mi vorrei intromettere... Sì cioè insomma lei
comunque a guardarla mi sembra una persona apposto...ecco
non ne faccia un dramma se due bambini le vengono a fare uno
scherzo al campanello...

AHAAH
AHAH
AHAH

- NON IMPORTA. VA BENE. ARRIVEDERCI
____________  ____________  _______________

HM-HM.
EHM-HM.
..., ANDIAMO
________________________________

Mi ammazzerei, davvero mi ammazzerei
Se non sapessi che c'è un domani, un futuro
e un'ipotesi.
Mi ammazzerei, se non ne considerassi la possibilità
se non considerassi
o tenessi in considerazione lo sforzo, la capacità,
la coscienza
il timore
e la possibilità
di capire che forse
per qualche motivo
magari
è sbagliato, incorretto, ingiusto
stupido
prevalgono nascondono la paura
mi danno un senso di ribrezzo
Mi fanno davvero schifo
Faccio davvero schifo


- Forse ci potremmo fossilizzare per sempre in un
mare di ghiaccio a testa in su

( SPROFONDANO )
UN BUCO GLI SI APRE SOTTO I PIEDI
SOPRAGGIUNGONO due individui -
si fermano ad osservare il buco
si chinano per vederne la fine
si guardano
un clacson
si dividono e fanno passare l'auto
restano lì dove sono, uno da una parte
e l'altro dall'altra
in mezzo il buco
si siedono
si accendono una sigaretta
uno guarda il cielo
l'altro il suolo
Poi si risvegliano

- Dai vieni scemo ti sei addormentato
andiamocene è già buio

(Passa un'auto che gli chiede la direzione per il
ristorante "il Mulino", loro non ne sanno niente
- si incamminano)
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tuttoquadra
17 gen, '09, 12:15 p.
antico come un detto
paziente come un leone
arbitrario e
sempre, sempre presente.
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tuttoquadra
14 gen, '09, 1:28 p.
fuoco cammina con me  Leggi tutto…
tuttoquadra
12 gen, '09, 11:50 p.
CARO FRANCOIS,
Nel 1963 mi capitò di leggere su un quotidiano che in Sudafrica le autorità celebravano senza saperlo il cinquecentesimo anniversario della tua scomparsa: la corte di Johannesburg aveva destinato all'impiccagione otto presunti malviventi, naturalmente neri. L'estensione dell'articolo così descriveva il disperato infantile esorcismo del loro terrore: "Ballavano e cantavano sotto le corde prima di essere appesi". Poi si dilungava appena nel macabro dettaglio del subito dopo. "Scalciarono per un po', alcuni sono durati un attimo , altri qualche minuto."
Mi prese la rabbia giusta per scriverne una ballata. Come ancora oggi si usa dire in Gallura "Chistu tocca ponillo in canzone", questo bisogna metterlo in canzone, dargli una musica un metro una rima, perchè non scompaia dalla memoria collettiva. Se non avessi trovato in te un così importante predecessore probabilmente la mia canzone non porterebbe il titolo che tu mi hai suggerito: finalmente trovo l'occasione per ringraziarti.
Più di una volta nel chiudere il libro delle tue ballate mi sono chiesto che cosa si nasconda dietro i tuoi versi: la vita inquieta e mascalzona del poeta di strada o l'astuzia premeditata del cortigiano colto che di quella vita si è appropriato per conferire una credibilità altrimenti sospetta alla propria opera poetica. Sono domande alle quali ancora oggi mi viene da rispondere con un perentorio "chi se ne frega". Che la leggenda corrisponda a verità, che la verità si sia fatta leggenda o che infine la leggenda sia diventata verità, di assolutamente vero restano i tuoi versi, non ultimi quelli invocanti solidarietà almeno dagli amici: "uomini di fama (che qui va letta come fama conquistata sul campo della malversazione), anziani, ragazzi, / chiedete per me la grazia / tiratemi su dentro una cesta qualunque: lo stesso fanno l'un per l'altro i maiali / quando uno grida / gli altri accorrono in branco / lo lascerete qui il povero Villon?".
Biografie lacunose, poco più che pettegolezzi fortunosamente cuciti da brandelli di storia ti descrivono avventuriero e assassino prima che di te si perda la traccia e comunque io ti riconosco poeta della carità, per lo scandalo delle passioni sfrenate, per le risate scomposte a schermare inauditi dolori, per le inaccettabili sofferenze che sorgono dal tuo canto e toccano il cuore e la mente di chi ti legge, e ancora e soprattutto per i tuoi lasciti. Nel tuo testamento è sempre un regalare, anche scherzoso e crudele, qualche cosa a qualcuno, con la sgangherata prodigalità di chi è fuori da ogni casta e non appartiene a niente e a nessuno.
Così che nessuno, scrittore o poeta, pensatore o saggista, giurista o filosofo che abbia voluto trattare il dolore o la gioia "del corpo e del cuore" ha potuto rinnegare la tua eredità o esimersi dal confrontarsi con la magia della tua parola. E allora quel "Thibauldt d'Aussigny" sotto la cui mano tante pene hai subito e il cui smisurato potere arriva ad "insanguinare le vie" di Parigi e che perciò tu stesso "rinneghi come tuo vescovo" ricompare insieme a una scelta schiera di potentissimi nemici dell'umanità in una parola di Grozio: "se il genere umano appartiene ad un centinaio di uomini, è dubbio che questo centinaio di uomini appartenga al genere umano". Penso a Edgar Lee Masters che si domanda "dove sono Elmer, Herman, Bert e Kate, Mag e Lizzie", come tu ti sei chiesto dove fossero finiti le dame e i cavalieri di un tempo. Penso a tutti i poeti francesi che sono arrivati dopo di te, ma soprattutto ad un certo Samuel Bellamy, un pirata che nel XVIII secolo sequestrava carichi e navi nei mari delle Antille. Non uccideva nessuno, ma obbligava gli equipaggi arrembati ad ascoltare i suoi sermoni: "Io sono un principe libero e ho altrettanta autorità di far guerra al mondo intero quanto colui che ha cento navi in mare...".
C'è un filo o piuttosto una corda spessa, che lega l'antico maestro ai suoi allievi dalle più disparate inclinazioni: per primo tra i profani tu hai dato alla forca dignità poetica, hai fatto dell'appeso qualcosa di sacro, di eterno, simbolo inquietante di impermanenza e disagio. Certo, quando si esce da una guerra - e quella durava da cento anni - le impellenze dei sopravvissuti sono molte e diverse: sradicati da ogni tabù gli impulsi, sfrenato il desiderio di recupero di una vita salvata, sì, dalla morte, ma impegnata a nascondersi, a scappare, a offendere e violare per non essere violata e offesa. Non erano tempi di regole quelli in cui sei vissuto svenandoti di poesia nell'osservare ogni verità mutare nel suo contrario: "volete che vi dica la verità? / non c'è divertimento che non sia malattia / racconto vero che non sia fandonia / uomo orribile che non sia cavaliere / suono orrendo che non sia melodia / nessuna saggezza fuori dall'amore".
Eppure altri prima di te, altre vite avevano preceduto la tua lungo più antiche agonie della civiltà ma tu sei stato il primo a indicare che una volta chiusa la croce nel silenzio dei templi gli uomini ne perpetuavano lo scandalo con la forca.
Nathaniel Hawthorne vi scopre dopo si te "l'emblema del metodo seguito dall'umanità di fronte alle grandi difficoltà che Dio aveva dato da risolvere: un metodo di terrore e vendetta che non venne mai a capo di niente e che tuttavia fu seguito fino all'ultimo: qui la mattina, quando arrivava la chiamata finale, un criminale (un criminale, dove nessuno era senza colpa) moriva sulla forca. Se il mondo avesse udito avvicinarsi il passo cadenzato del proprio destino, sarebbe stato giusto chiedere l'annuario delle sue azioni con un'azione così caratteristica".
Io ti scrivo da un'altra epoca illuminata di ragione e di tecnica, dove l'uso della corda "che fa sapere al tuo collo quanto pesa il tuo culo" si è fatto più raro e lontano senza tuttavia scomparire del tutto. La stessa guerra, rinnovatasi di cento in cento anni, non è ancora finita e gli uomini amano come allora menare le armi e le mani se non ci sono più le caldaie per far bollire i falsari, gli strumenti per dare la morte si sono perfezionati a tal punto che uno solo di quei cento onnipotenti, un solo Thibauldt d'Aussigny può decretare la fine dell'umanità in un tempo così breve quanto la pressione di un dito su un pulsante.
Una moderna forma d'indagine che studia gli uomini come masse di casi dividendo il risultato per il numero senza distinguerne i diversi     individuali destini, ci informa che oggi siamo tutti molto più ricchi di quanto non lo fossero i tuoi contemporanei, eppure le richieste d'aiuto da parte dei poveri si fanno ogni giorno più disperate e impellenti ottenendo esiti peggiori della tua "Istanza a monsignore di Borbone" perchè ti facesse "un prestito grazioso di sei scudi". Ancora oggi siamo capaci di forti sentimenti ma più volentieri li trasformiamo in lacrime seduti a teatro di fronte al dramma di Oreste o di Amleto e ritornando a casa ad occhi asciutti non degnamo neppure di uno sguardo la nostra vicina intenta a contare gli spaghetti per sfamare i figli.
Se la tua "grossa Margot" - "ti montava da sopra per non sciuparsi il frutto", qui da noi stimati professionisti violentano le bambine più volentieri mettendosele di sotto e usano una moderna tecnica di fissaggio delle immagini per immortalare lo stupro.
Oggi nessuno fugge più e se per te "da qui a Rossiglione / non esiste macchia o cespuglio / che non porti un lombo del mio giubbone" oggi le macchie, i cespugli, gli alberi e i boschi scompaiono rapidamente trasmutando in cataste di legna e denaro.
E poi dove fuggire? Ormai si sa tutto di tutti: un mobile iridescente ci informa ogni giorno ed in tempo reale, come si usa dire, sul dolore, sulla vergogna, sul fragoroso germogliare dei grandi riti e sulla fame. Si sa tutto di tutti senza capire niente di niente perchè nessun obiettivo è capace, come lo erano i tuoi occhi, di trasformare l'emozione nella nostra stessa carne, così che tutto scorre e si mescola e non rimane che un confuso rumore di fondo, poco più che un ronzio.
Ora ti saluto consapevole del fatto che quando si tratta di poeti è meglio lasciar parlare loro e non perdere troppo tempo nel tentativo di spiegarli.
Ma ti lascio con la convinzione, caro Francois, che quel Dio che tanto teneramente hai saputo invocare tra una rissa, una taverna e un bordello, si sia comportato meglio degli accademici compilatori del catalogo della Pléiade: e se proprio come loro non ha voluto ricordare i tuoi versi, sicuramente "non ha dimenticato il tuo volto".
Fabrizio de André
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tuttoquadra
8 gen, '09, 1:30 m.
va bene non indugiare
rispondi cortesemente
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tuttoquadra
1 gen, '09, 2:46 p.
e anche questa è andata, per cortesia non fatemici ripensare potrei fraintendere tutto quanto. Era solo uno scherzo. non credo che funzionerebbe, forse tanto meglio se optiamo per la soluzione no profit quella di non pensare a come sarebbe potuto andare se o se non, ma solo constatare quello che succede mentre si vivono le cose. banale, e nevica  Leggi tutto…
tuttoquadra
25 dic, '08, 5:38 p.
ora fa brutto, se non mi rifletto più nella tua iride.
Penso che non ti ho mai capito tipo un ideogramma,

dal tramonto all'alba complichiamo le nostre carni

ma sarò di nuovo solo ora che sto per svegliarmi.

donna tarantola
schiverò una pallottola, ma mio dio
non sopravviverò al tuo addio.

Fuoco nel sacro cuore
mi asciugo gli occhi mentre guardo il mare
dietro alle sbarre, dentro a un contenitore
vita che infossa
scossa
defibrillatore
ricordo amore
le mani intrecciate come le suore
pena ergastolano
tu sei lontano
io,
dall'altra parte del mondo con la tua foto in mano
di notte labbra bagnate, sogno che mi ami
fogli formano cuori a origami
io muoio lo giuro i miei ricordi sfondano la stanza
vorrei
farmi girare in un lenzuolo
consumarti come la milza
al mio ritorno
rubando l'oro del mondo farò due fedi
ti penso adesso che scavo verso l'uscita.
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tuttoquadra
23 dic, '08, 3:28 m.
non ci può essere comprensione fra mani e testa se il cuore non fa da mediatore
da metropolis  Leggi tutto…
tuttoquadra
23 dic, '08, 3:27 m.
vulnerabile? scordatelo da ora in avanti.  Leggi tutto…
tuttoquadra
9 dic, '08, 12:16 p.
non se n'è saputo più nulla, di quel poveraccio
disgregato nell'impatto contro il grosso uncino
metallico in testa al treno.
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tuttoquadra
5 dic, '08, 12:37 m.
andare avanti significa non dirlo
tu mi interrompi sempre
a me è uscito spontaneo
smettila di dire che cazzo mi interrompi
semplicemente
tu ragioni in maniera assurda
ma questo sei te
ma mi è scappato
rinfacciare non riuscire a star zitti
me la fai dire sta cosa
è una perdita di tempo non uno sfregio
quello si chiama rinfacciare
è per andare avanti
la frase serve per andare avanti
allora che cazzo mi rinfacci
il discorso va così è naturale
è appena successo   quanto sei ripetitivo
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tuttoquadra
1 dic, '08, 10:25 p.
non fare quello che non sa.
scrivi, non fare altro. continua a scrivere, ininterrottamente senza spasmi
continua per continuare, e non pensare a quello che può starti accadendo adesso.
non dare nessun tipo di importanza a tutto quello che ti succede.
non farlo, ne uscirai diversa. almeno per una volta.
una sola.
hai sempre dato troppa importanza a qualcosa che non se la meritava poi in questa così larga misura

fai
qualcosa
di
normale
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tuttoquadra
27 nov, '08, 1:38 p.
yah-vah

me ne stavo rannicchiata nella tromba delle scale, più o meno alla metà di un palazzo che avrà avuto all'incirca trenta piani, e lì, devo dire, non stavo affatto male.
ero circordata da porte marroni chiuse, ogni tanto qua e là qualche pianta addomesticata all'ingresso degli appartamenti. Numerati con targhe metalliche affisse ad ogni porta.
54, 55, 56, 57, 58, 59, 60.
non era un albergo, però un po' lo sembrava. Non c'era la moquette, ma il pavimento era fatto di una pietra bianca lucida che su due piedi mi era sembrata marmo. Liscio e Freddo. Io me ne stavo rannicchiata fra gli appartamenti, disposti sun corridoio e le scale che affiancavano tutti questi corridoi ad ogni piano.
mi trovavo lì perchè dovevo andare a trovare una persona ma alla fine mi ero accorta di aver sbagliato appartamento, perchè avevo sbagliato palazzo, considerando che l'edificio in cui mi trovavo all'esterno era circondato da altri dieci edifici di simili fattezze e nati dallo stesso progetto. il palazzo dove mi ero rannicchiata era il numero tre, ma mi sono fermata perchè ad un tratto, da quando mi sono accorta che evidentemente non ricordavo bene il numero del palazzo, ho cominciato a fare confusione su tutti i numeri che avrei dovuto ricordarmi; forse era il terzo piano del palazzo numero cinque e l'appartamento era il 4. o forse era il trentesimo piano del palazzo sette al centocinquanta. non mi ricordavo più e sui campanelli non c'erano mai i cognomi, perchè avevano installato questo tipo di citofono che al posto di suonare digitavi un codice, e infatti mi erano venuti dubbi pure sul codice da digitare, da quando avevo digitato il codice 071 e mi aveva risposto questo algerino che non conoscevo affatto. alla sua domanda se volevo che mi facesse comunque entrare ho risposto sì, ma in effetti ora non riesco proprio a sapere perchè. Perchè forse magari sarebbe stato meglio non entrare, se quello che mi ricordavo non corrispondeva alla realtà dei fatti, avrei forse fatto un po' meno confusione perchè non mi sarei mai trovata nella situazione che mi aveva portato a rannicchiarmi fra tutte quelle abitazioni e tutte quelle scale di tutti quei piani di tutti quegli edifici che erano fatti nello stesso identico modo. Mi sono fermata, perchè mi sono detta che in effetti sì, avrei potuto suonare a TUTTI i campanelli di tutti gli appartamenti di ogni piano e di ogni palazzo, teoricamente lo avrei potuto fare
 
, ma al solo pensiero mi veniva il vomito, mi saliva l’angoscia, era reale il fatto che non avrei mai potuto mettere in pratica questa ricerca, e soprattutto dal momento che comunque non sarebbe servita, non sarebbe servita davvero a nulla, perché non avrei mai trovato quella persona, mi sarebbe sempre sfuggito quel piano o quell’angolo cieco dietro al quale magari si nascondeva l’unico appartamento 21 A, oppure quella porta aperta che conduce al vero ultimo piano. E tra l’altro sarebbe stato terribilmente stancante, la ricerca non sarebbe mai potuta durare con lo stesso entusiasmo magari, nono mi sono detta, sediamoci qui, fumiamo una sigaretta che tanto non mi vede nessuno, questo palazzo nonostante abbia così tanti piani sembra così vuoto, magari da qualche parte c’è un ascensore, perché se no come fanno a uscire su queste scale non c’è nessuno, e poi magari che ne so mi chiama quello o magari lo incontro, sembra che tutto si ripeta così puntualmente, una volta all’anno come il Natale, come ferragosto e come la primavera e l’autunno.  Leggi tutto…
tuttoquadra
25 nov, '08, 2:35 p.
potenzialmente potrebbe essere suscettibile, ma la suscettibilità viene bloccata da ogni eventualità possibile.
Allora, tutto questo si svolge sempre nella maniera meno turbolenta, più semplice e forse fasulla.
Tanto non ci sarà un domani a tutto questo, cosa te lo fa pensare?
Se preferisci l'alternativa è oggi, e anche qui non c'è nulla da fare, perchè agendo fai così. Magari puoi attendere domani, ma io oggi non vivo qui.
Vivo sulle stelle morte, la loro luce lontana arriva fino a dove sono io. E come per magia, la ricevo in una delle sue potenze.
Mi dispiace, io non so accettare l'eventualità che tu sia qualcosa di paragonabile a me.
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tuttoquadra
24 nov, '08, 7:08 p.
Anche la virtù presenta problemi: è una beatitudine nell’eludere ogni angoscia, come un "profondo sonno senza sogni", mentre il brahman viene descritto al negativo, come “non così, non così” (neti neti)  Leggi tutto…
tuttoquadra
19 nov, '08, 11:01 p.
beh o una cosa è vera o e falsa. al contario o anu asoc arev o è aslaf.
non importa dove né come, non importano gli intesnti ed i processi mentali.
quando posso essere re lo sono ma a volte non lo posso essere. lascia perdere, son tutti complicatissimi processi mentali, niente hanno a che fare con me.
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tuttoquadra
17 nov, '08, 10:26 p.
il diavolo
Il diavolo si muove, è fra di noi ed è ancora pronto a divorarci
sta solo aspettando l'occasione giusta per passare inosservato, per dimostrarci tutta la sua potenza quando non avremo modo di difenderci.
Essendo lui stato qualcosa di ancora totalmente incomprensibile, può ed è in grado di prendere ogni qualsivoglia sembianza egli desideri, in qualsivoglia momento.
Al solo prezzo di tre euro, egli può essere un gustoso kebab oppure la nuvola che fa piovere sulla città per tutto il giorno.
Egli è in grado di riportare tutto all'ordine, se la sua volontà e le sue intenzioni lo spingono a farlo, così come, al contrario, è perfettamente capace di stravolgere l'ordine proprio in quanto capace di essere tale ordine e, come un minuscolo marchingegno, esistere in quanto dimostrazione del malfunzionamento di tale marchingegno.
Lui è, perchè lui non è. Lui può non essere, allo stesso modo in cui può essere. Lui sa, perchè gli altri non sanno. Lui, quando gli altri sanno, non sa.
L'incomprensione è ciò su cui si fonda la sua malignità. La comprensione è il motore che lo spinge a chiedersi.
Il diavolo non ha intenzioni.
Egli libera certi armadi dagli oggetti che essi contengono, li svuota del loro contenuto, per capirne il significato e cercare un'ambivalenza.
Ma quest'ambivalenza, per sua stessa natura, non si rappresenta ai suoi occhi, e per questo vaga,
alla ricerca di qualche sembianza che lo sappia rappresentare.
Ogni cosa lo mette in discussione proprio perchè ogni cosa è una sembianza di se stesso che lo può solo rappresentare ma non manifestare.
Quella del diavolo, infatti, è solo una delle tante sembianze che egli può assumere in un universo di sembianze finite e mortali.
Questa sembianza gli permette di aspettare l'occasione giusta per passare inosservato, per dimostrare tutta la sua potenza quando non avremo modo di difenderci, ma questa sembianza può chiamare una sembianza di liberazione, o di terrore, o di gioia completa.
Questo è il motivo per cui il diavolo finisce per essere un redentore, il motivo per cui non è una minaccia incombente ma una possibilità, il diavolo è il diavolo perchè è dannato in se stesso, non perchè ha intenzione di recare dannazione ad altri.


lo stesso cielo in un diverso universo
la stessa melodia in due canzoni
le note che fanno da ingredienti

tutto è dimostrabile
si potrebbero scrivere centinaia di trattati
archiviabili in altrettante biblioteche

oppure possiamo recitare insieme
il verso
- mi manchi -

renderlo tragedia, commedia
dire
ho passato tutta la vita a scriverti delle lettere
a te che non sapevo chi eri

oppure possiamo prendere un treno
guardare un paesaggio qualunque

Tutto è dimostrabile
potrei scrivere libri e manuali
questa è solo la prima pietra
e
ammetto di averla presa dal fondo
ma dalla cima non ci so ancora ricavare nulla.


MEZZOGIORNO

le lancette sono sovrapposte

mezzanotte,
le lancette sono sovrapposte

è tutto un circolare
fra mezzogiorno e mezzanotte
passando per le tre
le sei
le nove,

le tre
le sei
le nove,
non credi?

: non essere triste,
non sono triste,
si ma non essere triste
si ma non sono triste
mi ci sento ma non dipende da nessuna tristezza
liberami, almeno per qualche secondo
posso non esserlo
tu lo sei più di me?

capire quello che dici
è una delle masturbazioni più complete
spiegare quello che capisci
è una delle imprese più ardue

tutto è dimostrabile,
da mezzogiorno a mezzanotte
ma non c'è qualcosa che spinga a farlo

bevendo una birra
cantando una canzone
non c'è più il motivo
che spinga a notare
lo scorrere del tempo

tutto è dimostrabile
anche se incomprensibile;
nella sua incomprensibilità è dimostrabile
ecco cosa non torna.
Ecco cosa non quadra per un motivo
o per l'altro.

tutto è incomprensibile
nella sua dimostrabilità
 
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tuttoquadra
8 nov, '08, 5:38 p.
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tuttoquadra
8 nov, '08, 12:38 p.
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tuttoquadra
7 nov, '08, 1:29 m.
Se t'hanno assomigliato
Eugenio Montale
Per Elisa

Se t'hanno assomigliato alla volpe
sarà per la falcata prodigiosa,
pel volto del tuo passo
che unisce e che divide, che sconvolge
e rinfranca il selciato
[......] - o forse solo
per l'onda luminosa che diffondi
dalle mandorle tenere degli occhi,
per l'astuzia dei tuoi pronti stupori,
per lo strazio
di piume lacerate che può dare
la tua mano d'infante in una stretta;

se t'hanno assomigliato
a un carnivoro biondo, al genio perfido delle fratte
(e perchè non all'immondo pesce che dà la scossa, alla torpedine?)
è forse perchè i ciechi
non ti videro
sulle scapole gracili
le ali,
perchè i ciechi non videro il presagio
della tua fronte incandescente, il solco
che vi ho graffiato a sangue, croce cresima
incantesimo jattura voto
vale perdizione
e salvezza;
se non seppero
crederti più che
donnola o che donna,
con chi dividerò la mia scoperta,
dove seppellirò l'oro che porto,
dove la brace che in me stride se,
lasciandomi, ti volgi dalle scale?
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tuttoquadra
5 nov, '08, 5:47 p.
EVVAI COSì!

grande giorno
nella storia.
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tuttoquadra
4 nov, '08, 1:47 m.
mi dispiace davvero,
in fondo non c'è niente che vada per il verso sbagliato
ci sono però molte cose opinabilmente fra il tragico e l'incomprensibile.
Mi dispiace molto, mi piacerebbe avere una scatola tutta per me. tutta solo mia, dove solo io
posso riporre ciò che preferisco.
che tragedia  Leggi tutto…
tuttoquadra
1 nov, '08, 9:53 p.
e sì che ci speravo in un lasciapassare
da qui dentro vedo,
vedo cosa ho dentro
e nessuno che abbia il coraggio.
abbaiano,
scalpitano,
fremono,
furiosi e
o tristi.
ma quello che non c'è
non si vede.
mai.


e ancora,
nel dubbio di una lacerante esistenza
mi sospingo fra la conoscenza
e i dubbi altrui
nell'attesa di qualcosa di certo
che non si avrà mai
nell'universo.



ma poi perchè tanto piangere
per ciò che non si può
offrire perchè non si può
capire;
perchè non si può soffrire
per ciò che è
per come si guarda
per quello che afferma
per quello che emana
io voglio solo un letto dove dormire,
un posto dove poter
stare


arrivo sempre prima di tutti
c'è chi mi vede, c'è chi mi teme
mentre il mio unico problema
è quello di tener dritta la schiena
in un futuro che già conosco
ma che ancora non vivo.

per conoscere il futuro serve immaginazione
io sono già stanca,
e non mi aggrada niente
che non sia
chiedere perdono.
quando chiedo perdono
mi temo, metto in gioco le tante
possibilità che mi concedo
nella speranza di riuscire ancora
a fare di me
qualcosa che non sono.

perchè essere, quando si può fare?
quando si può avere e concedere?
io devo essere
nella problematicità del mondo
devo concedermi lo spazio,
lo spazio...
questa è una sinfonia che abbraccia tutto
quello che sei, sì che lo fai
attenuo le conseguenze, e mi struggo di più.
in un mondo che ammette solo io e tu.
io io io temo tu tu tu
come un bersagliere teme il suo bersaglio
perchè mi spiacerebbe far del male,
ma è la mia natura, posso solo sperare
di riuscire a vincere il grosso montepremi
in palio, pagando due milioni di dollari
per altrettanta vincita.

costretta ad essere la cavia,
le mie situazioni sono esperimenti
di un esperimento che non so e ignoro.
tento comunque di fare qualcosa per loro, ma
quando lo faccio ne esco flagellata,
assuefatta dalle loro incomprensioni
mi tolgono fiato ai polmoni
e non c'è niente da sperare,
perchè non esiste quello per cui fare.
C'è solo molta monotonia anche
nei  giorni di gloria
tanta esuberanza, tanta arroganza
tanti modi per riuscire ad averla vinta
e a dirla tutta
preferisco la carne al fuoco.  Leggi tutto…
tuttoquadra
31 ott, '08, 9:56 p.
vorrebbe che qualcuno che le importa le chiedesse dove stanno i problemi...
vorrebbe che qualcuno la abbracciasse e la stringesse dandole tutta la forza.

sono cose molto banali, ma anche le persone più insensibili le pensano.
un po' di silenzio per tutti coloro che sentono il bisogno di qualcuno che non hanno.
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tuttoquadra
30 ott, '08, 4:41 p.
non si parla di magia, o di fantasia , o di nostalgia. no non si sta parlando di questo,
sto parlando
del fatto
che sono stanca, stanca di sentirmi reduce di ogni cosa e situazione,
stanca di dover sempre mettermi a discutere, in continuazione, solo perchè è da farsi.

Non so davvero cosa dire, certe volte.
non mi sento di appartenere a niente, mi si chiede però di appartenere a qualcosa ma io non so di cosa stiamo parlando, io non so davvero perchè lo stiamo facendo non so davvero qual è il motivo di tutto questo, dove cacchio vogliamo arrivare e perchè, non so perchè, né come, né dove.
non c'è niente di più sbagliato. non c'è davvero nulla di più imbarazzante e contraddittorio. e in più fa proprio schifo, è orrendo e malsano.
mi fa davvero raccapricciare, mi fa davvero contorcere dai brividi, mi fa volere tutto quello che in questo momento non ho tra le mani. mi fa voler essere altrove, e io no perchè io non voglio essere altrove,
io voglio essere qui e adesso. non voglio "un giorno"........
Why be a fool when you can chase away?

I JUST WANT YOU TO BE HAPPY
THAT'S MY ONLY LITTLE WISH....
davvero, non c'è nient'altro.
 Leggi tutto…
tuttoquadra
29 ott, '08, 8:41 p.
Love, let me sleep tonight on your couch,
and remember the smell of the fabric,
of your simple city dress

...oh that was so real

we walked around
till the moon got full
like a plate

and the wind blew an invocation
i fell asleep
at the gate

And I never stepped on the cracks 'cause i thought

i'd hurt my mother

And I couldn't awake from the nightmare that sucked me in
and pulled me under

Pulled me under

...Oh that was so real

I love you,
but i'm afraid to love you.

I love you,
but i'm afraid to love
you
I'm afraid...Oh that was so real  Leggi tutto…
tuttoquadra
29 ott, '08, 2:42 p.
Che farò lontan da te
pena dell'anima
senza vederti, senza averti, nè guardarti
anche lontano non vorrò
dimenticarti
anche se è ormai
impossibi,l il nostro amor

Come levare via il profumo al fiore?
Come togliere al vento l'armonia?
Come negar che ti amo vita mia?
Come togliermi in petto questa passion?

E a veder che crudel destino ora ne viene
ma che l'ombra ora ci prenda più
mi addolora
Il mio cuore mi dice che non può
seguirti ancora
e nemmeno questa angustia sopportar

Come levar alle stelle via il bagliore?
Come impedir che corra il fiume al mare?
Come negar che soffre il petto mio?
Come levar dall'anima questa passion?

Come levare via il profumo al fiore?
Come togliere al vento l'armonia?
Fuori dalle braccia tue sulle ginocchia mie
così levarmi in petto questa passion?
Fuori dalle braccia tue sulle ginocchia mie
così levarmi in petto questa passion?
 Leggi tutto…
tuttoquadra
28 ott, '08, 8:58 p.
Shake hands
Genocide
Molasses
Jet-powered caravans
Molasses
I'm too good
You're stuck on
Rent free earthquake zone
Molasses

I need someone else's glasses.
Starving waitresses in plasters,
Fat houseflies
Genocide
We've been stitched up
Molasses
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tuttoquadra
28 ott, '08, 3:03 p.
OH CARLOTTA
via per le cerule
volte stellate
più melanconica
la Luna errò.
E il lene e pallido
stuol delle fate
nel mar dell'etere
si dileguò...

Solo un spirito
sotto quel tiglio
dov'ei s'amavano
s'udia cantar.
Ahi! Fra le lacrime
di quest'esiglio
che importa vivere,
che giova amar?...
......
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tuttoquadra
28 ott, '08, 1:40 m.
Bougainvillea's bloom and wind
Be careful mind the strangle vines
The rose is a climbing over blind
'Cause the sun is on the other side
The bees will find their honey
The sweetest every time
Around a Red Rose
I see a red rose, a red rose
Blooming on another man's vine
Golden Willie's gone to war
He left his young wife on the shore
Will she be steadfast everyday?
While Golden Willie is far away
Along the way her letters end
She never reads what Willie sends

Now I see a red rose
I smell a red rose A red rose
Blooming on another man's vine




Una volta ti sei vestita in modo molto carino
il tuo fondo schiena è stata una parte molto apprezzata nei suoi tempi migliori, non è vero?
le persone ti hanno chiamata, dicendo "Attenzione bambola, stai per arrivare al tramonto"
Tu credevi che si prendessero gioco di te
ci ridevi su
ognuno che si lasciava andare
ora non parli a voce così alta
ora non sembri così orgogliosa
di dover scroccare il tuo prossimo pasto

Come ci si sente
come ci si sente
a non avere una casa
come un completo sconosciuto
come un vagabondo ('pietra rotolante')?

tu hai frequentato tutte le scuole più raffinate, Signorina Solitaria
Ma sai che l'hai fatto solo per sentirti elettrizzata
e nessuno ti ha mai insegnato come vivere in strada
ed ora scopri che devi abituarti alla situazione
hai detto che non sei mai scesa a compromessi
con il misterioso vagabondo, ma ora comprendi
che non ti sta concedendo alcun alibi
mentre tu guardi nel vuoto dei suoi occhi
e gli chiedi 'vuoi fare un affare'?

Come ci si sente
come ci si sente
a starsene per conto proprio
con nessuna fissa dimora
come un completo sconosciuto
come un vagabondo ('pietra rotolante')?

non ti sei mai guardata intorno per vedere le espressioni accigliate sulle facce dei giocolieri e dei clown
quando ritornavano alla realtà e ti facevano gli scherzi
non hai mai capito che non era una cosa positiva
non hai mai lasciato che altre persone si prendessero i calci destinati a te
eri abituata ad andare a spasso sul cavallo cromato con il tuo diplomatico
che portava sulla sua spalla un gatto siamese
non è difficile scoprire
che lui non è dove ha detto che sarebbe stato
dopo che ha ottenuto da te tutto ciò che poteva rubarti

Come ci si sente
come ci si sente
a starsene per conto proprio
con nessuna fissa dimora
come un completo sconosciuto
come un vagabondo ('pietra rotolante')?

La principessa sul trono e tutte le persone carine
stanno bevendo, pensando che è merito loro
se ci si scambia cose preziose e doni
ma è meglio che tu sollevi il tuo anello di diamanti, e che lo mostri come garanzia
eri abituata ad essere così divertita
al Napoleon indossavi abiti logori ed il linguaggio che lui ha usato...
va da lui ora, ti chiama, non puoi rifiutarti
quando tu non hai nulla, non hai nulla da perdere
sei invisibile ora, non hai più segreti da nascondere

Come ci si sente
come ci si sente
a starsene per conto proprio
con nessuna fissa dimora
come un completo sconosciuto
come un vagabondo ('pietra rotolant
e')?
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tuttoquadra
26 ott, '08, 4:01 p.

tutto quello che sei riuscito a fare non sei mai stato capace di farlo. Dico sul serio, non sto scherzando.

non sei mai stato capace di reagire fino in fondo. Certo, le tue azioni sono così sconvolgentemente imprive.
non sei mai stato capace di dominarle.
c'era sempre un pensiero in più, un pensiero di troppo che non te le lasciava vedere. Vedi, con questo non ho mai voluto dire nulla, tuttavia appaio crudele ai tuoi occhi..

non ci fare caso, sai benissimo che non è così.
credo che tu abbia capito che potresti fare qualcosa, che potresti dire qualcosa
in cambio di qualcos'altro, senza tener conto del superfluo
che fa paura.

non importa, non sono nessuno. voglio dire
Chi parla è nessuno.
non c'è nessun nessuno dietro questo foglio.
questa è una testimonianza, una testimonianza che ha a che vedere con qualcosa che non riguarda. accetto: l'accettazione del dolore senza spasmi.
non posso dirti chi sono.

vorrei farlo, ma potrei causare incombenze. non è per deluderti. (ma perchè sono solo e non lo posso fare.)
anche mia madre dice che è triste, che è una cosa molto triste.
arrivo appena in tempo!
ma cosa dico.

questo carattere Arial ha dei caratteri umani e volgari,
tuttavia non è lo stesso personaggio della storia che vi vorrei raccontare.

esistono molte cose, sulle rive dei fiumi
ti puoi lasciare scorrere
come dita
su tastiere

ma devi sapere quando fermarti
devi sapere  prima come fare
a fare  
tutto ciò che implica un'azione

NON IMPORTA IL BUIO.

però, c'è anche da dire
ad un livello universale.
chiaro
e comprensibile.

non importa il tempo
se siamo qui
PUÓ ESSERE SPENSIERATO
dico
















troppi problemi. troppi troppi problemi.
dico

devo uscire da questo baratro per un attimo comincio a darmi fastidio perfavore qualcuno esiste?!? vi prego. non fatemi notare che sto agendo in questo modo insulso e compulso.
non è questo il problema. lasciate perdere.
dico davvero
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tuttoquadra
25 ott, '08, 3:10 m.
guarda io non so cosa dirti. Mia madre ha più importanza di te, mio padre parla in modo diverso dal tuo.

Vuoi significare cose che hanno solo voglia di parlare, di costruire di qualcosa di già costruito.
voglio degli amici, con cui uscire tranquillamente senza che questi ultimi mi ripetano ciò che ho appena finito di dire.

tu devi dimostrarmi perchè dovrei.
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tuttoquadra
20 ott, '08, 8:46 p.
scusa non è che potresti gentilmente farti vivo e spiegarmi dov'è il problema e perchè ho un problema che non so risolvere?
un problema fra me e l'umanità intendo un problema, in generale
che si viene a manifestare sempre quando può capitare
che non so da che parte stare
che mi sento questa parte che non dovrei
teoricamente avere
ma che mi viene additata posso sapere?
perchè dannazione mi trovo sempre al medesimo scoglio
sempre lui alla fine non so davvero cosa farci perchè è impossibile non rimanerci attaccati
come sanguisughe

non ho voglia di crogiolarmi in situazioni sia chiaro ma nemmeno son capace di cavarmene fuori del tutto naturalspontaneamente.

poichè mi ci trovo, in quanto tale, impossibilitata ad accedere al passo seguente perchè vivente in una realtà abbastanza messa a fuoco e sentimentalmente attiva diciamo

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tuttoquadra
16 ott, '08, 7:15 p.
ho come l'impressione che ci sia poca confusione, poca importanza, molta distrazione e soopratutto tanta solitudine.

honey/love/you/honey/little/honey/funny/sunny/morning/loveyoumorefunnyloveintheskylinebaby/ice cream/scuseme/iseemyoulookinggoodtheotherevening

tutto un po' così diciamo. avrei bisogno di fluoro.
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tuttoquadra
16 ott, '08, 2:32 m.
faccia a faccia con la tua faccia

io vorrei poter aspettare, ma l'attesa è troppa!

"ma tu che faccia fai quando vengono a chiederti come stai?
io che passo le mie giornate ad affogare nei miei stati d'animo, sono
almeno pronta. Penso che si possono avere una o più certezze, ma di fronte alla realtà potranno
solo essere come delle religioni, niente è assoluto, c'è qualcosa che esiste e qualcosa che non esiste.
Non si può morire per delle idee. Se ne può ridere volentieri, ma la serietà scivola la comprensione. Tutti stanno nella o nelle loro opinioni e tutti le guardiamo come dei ragni dai loro buchi.
Non c'è niente che si possa realmente fare fuori dai buchi. Accanto a questo nella fattezza del ragno del buco e delle sue opinioni, c'è l'universo intero.
Integro, a volte.
Io decido, tu decidi, lui decide, decidiamo, decidete, loro decidono. In un mondo che è GIà così. cos'è la decisione? è paura e spensieratezza, inconscienza.
Vorrei tanto essere qualcuno in generale.
Forse tutti lo siamo, e per questo abbiamo tanti problemi l'uno con l'altro, dentro di noi.
Crescere equivale ad assimilare. e poi non sei nessuno, se non una proiezione.

L'unica soddisfazione è quando dici le cose come stanno:

- vergognati

Quando NON senti qualcosa che si traduce in un termine, ma quando pensi e provi il termine. Vergognati."
In un dimensione parallela, chiamiamola pure stilistica, quindi reduce da tutto quello che può sembrare fondato perchè determinato da più teste.
Preferisco esserne certa di mio, piuttosto che pensare che ci sono molte persone che mettendosi d'accordo hanno fondato una regola.

Preferisco giustificare sulla base di certezze oggettive quello che spero esista in qualche luogo remoto del mio pensiero, della terra e della vita in generale.
Non mi importa quando soffro di claustrofobia, o di manie di persecuzione, perchè le vivo tutte quante come semplici mezzi che perseguono l'esistenza.

Adesso, cosa posso trarre da questi mezzi? Posso forse trarre stati?
Argomentazioni? (la a- andava bene)

Certo che sì. Situazioni certe e autoapprovate.

ma chi mi vede?

nessuno, tranne molti.
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tuttoquadra
16 ott, '08, 1:56 m.
She's not a girl

who misses much.
do do do do do,
oh yeah
She's well acquainted with the touch of the velvet hand
like a lizard on a window pane

the man in the crowd with the multicoloured mirrors
on his hobnail boots

Lying with his eyes while his hands are busy
working overtime
a soap impression of his wife which he ate and donated to the National Trust


I need a fix cause I'm going down
Down to the bits that I left uptown
I need a fix cause I'm going down

Mother Superior jump the gun!
Mother Superior jump the gun!
Mother Superior jump the gun!
Mother Superior jump the gun!
Mother Superior jump the gun!
Mother Superior jump the gun!
Mother Superior jump the gun!

Happiness is a warm gun

(bang, bang, shoot, shoot)
Happiness is a warm gun, mama
(bang, bang, shoot, shoot)
When I hold you
in  my  arms (Oo-oo oh yeah)

And  I  feel   my finger
on your trigger
(Oo-oo oh yeah)
I know no one can do me no harm (Oo-oo oh yeah)
Because
happiness
is a warm gun, mama
(bang, bang, shoot, shoot)
Happiness
is a warm gun, yes it is guuun
(Happiness bang, bang, shoot, shoot)
Happiness is a warm, yes it is,
guuuuuuun
(Happiness bang, bang, shoot, shoot)
Well, don't you know that happiness
is a warm gun, mama?
(Happiness is a warm gun, yeah)

.  Leggi tutto…
tuttoquadra
14 ott, '08, 10:25 p.
vorrei dirti molte cose, come per esempio vorrei dirti molte cose.
stai con me per un po', non lasciarmi così, solo ascoltiamo un po' di musica insieme, tutti quanti insieme,
non lasciarmi così dai, ascoltiamo un po' di musica insieme
  Leggi tutto…
tuttoquadra
10 ott, '08, 2:43 m.
in me
spero che ci sia qualcosa che abbia a che fare con qualcos'altro
dedico la mia vita alla vita in generale e questo mi da piacere ma poi
sapendo della mia esistenza mi dico che normalmente qualcun'altro prenderebbe in un certo senso le redini delle sue situazioni e cercherebbe in qualche modo anche casuale di darsi un modo e di trovarsi in qualcosa di esterno uno scopo.
a me questo non succede, perchè credo di esistere ma non vedo la mia esistenza portatami di fronte

e se qualcosa succede succede perchè tutti ce lo facciamo succedere, ma io non so dove sono per chi in tutto questo
ogni giorno che passa elaboro ed evolvo il mio modo di parlare con lo scopo di spiegarmi il meglio possibile, ma noto che tutto rimane identico a se, e quindi mi pongo il dubbio se non sia per caso che esiste qualcosa che io non so proprio come io davanti agli altri che non sanno di me, o se semplicemente non esiste.


cinque modi almeno. cinque non sono pochi, ho detto le stesse cose in cinque modi diversi e ognuno
mi ha richiamato delle cose molto diverse e disparate rispetto al mio pensiero.
il mio pensiero non ha parole e non ha voce, ma la mia coscienza e il mio intelletto lo sanno esprimere in cinque modi e sanno che i modi totali sono molti e infiniti più di cinque.
  Leggi tutto…
tuttoquadra
5 ott, '08, 10:37 p.
ma dove vai
tu così seduta
sembreresti qualcosa
ma di cosa
in cosa
passi
rimani e scompari

nomade
ma tu vuoi
e sai che non puoi
solo.
cerchi il mezzo e la
posizione
tua e altrui
per esprimere in un modo
comprensibile
che quello che vuoi
si basa sull'amore
si fonda sull'amore
ma anche su tutto quanto
il resto


e se vuoi puoi spiegare
perchè ti senti appartenere alle cose
e in che modo
perchè vuoi qualcosa e perchè rifiuti
per lo stesso motivo che non ha
niente a che fare con le cose

forse è autoconservazione
o forse è benessere?

entrambi e altri ancora
ti distruggi per capire
il nesso al di là della forma.
la forma contiene il nesso
io so
so dire cosa pensare
ma se lo voglio per
delle ragioni che mi rappresentano lo so
e basta guardarmi

ma non sono solo sola
e non voglio solo esserlo
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tuttoquadra
2 ott, '08, 11:02 p.
ma quindi se ti insegno tu
beh non c'è in effetti molto da dire.

nel caso in cui ti insegnassi
impareresti

impareresti che non è poi così sbagliato
neanche troppo giusto.

forse capiresti delle cose, al massimo capiresti delle cose che ti sarebbero utili per capirne altre

forse ti potrei spiegare perchè ad un tratto non so più cosa dire, o perchè mi viene da piangere, o perchè mi disgusto di fronte a certe cose.
lo sai che se pattuiamo e voglio le fumo quelle sole due sigarette. lo sai che ti aspetto. lo sai che mi piace aspettarti.
sai anche comunque che mi farebbe piacere fumarne una adesso.
per questo dico che a volte influenzandosi si finisce per detestarsi
  Leggi tutto…
tuttoquadra
30 set, '08, 4:21 p.
Eccomi qui
il tempo non passa così in fretta come sembra

ho voglia. ho sicuramente voglia

è un dovere da rispettare quello di scrivere qualcosa il giorno del proprio compleanno
e poi sono venti

i miei scritti si sono ridotti ad un apparenza vagamente da e-mail.

mi hanno sempre detto che il giorno del proprio ventesimo compleanno è scarsamente triste
io forse non ho il tempo di pensarci, comunque

evviva la vita
  Leggi tutto…
tuttoquadra
24 set, '08, 3:26 m.
All'altro mondo vai
perchè perchè non ci sei, non ci puoi
essere non ci vuoi
essere.

lascia perdere, lascia stare, io sto a casa.
Casa, la mia casa, tutte fesserie quelle che penso.
Ragazzini, quelli che vedo.
Galline e narratori. Lasciate stare. Studierò
giuro che preferisco studiare. Mi vorrei divertire, ma non ci riesco. Tutto questo mi prosciuga.

La grande tenerezza, mi prosciuga. Io ho bisogno di freddezza. FREDDEZZA INCONDIZIONATA. Identica ai miei polsi, Identica a tutto quello che so gestire.
Ragazzi, anche fra me e voi è finita. Non posso ridacchiare come una gallina, sentendo voci napoletane. Non tanto perchè siano napoletane, ma proprio perchè non mi riguardano. Ripeto,
non mi riguardano. Nausea, mi danno. Dannomi nausea. Non è possibile ridere, siete idioti, idioti in un modo troppo ormonale, scoglionato, volgare. Io non posso partecipare. Non so che faccia adatta fare. Cosa sapete dire? troppa arroganza, troppa arroganza.
Forse,
anzi sicuramente, avete tutte le ragioni
ma infatti non vi riguarda.
continuate a leggere. Voi state leggendo, è una mia scelta quella di decidere di non annoiarmi; infatti mi diverto di più qui. Davanti a uno schermo, so stare meglio qui. La mia tristezza, la mia delusione, che non riguarda davvero quello che è appena successo ma che invece riguarda qualcosa che dipende da me, che dipende dal riso che io riesco ad attribuire alle cose che mi succedono.
Non si capisce. Non si capisce davvero. Io amo le mie mani, io amo tutto quello che mi succede. Qualunque cosa accada. Qualcunque cosa succeda.
Sono nata così, e non c'è niente da fare, quello che succede succede anche per ciò che si è. Normale. Quando si odiano certe persone in certi casi, quando certi casi sono così insopportabili da riuscire a risultare addirittura intenzionali da parte di qualcun'altro, allora si arriva alla decisione imprescindibile. Basta, io e te o tu solo. E quando quel tu preferisce il tu allora si lascia a se stesso.

CIT.

dio, speriamo che me la cavo.
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tuttoquadra
15 set, '08, 8:34 p.
Io questa storia l'ho già sentita
l'ho già vista e vissuta

ma dove?

è tutto così confuso, difficile
semplice, complicato
singolare soggettivo
emana
un odore
forte intenso umano
ma
non c'è nessuno
forse mi sbaglio
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tuttoquadra
13 set, '08, 4:28 m.
(lettera)

ebbeh si.

i principi fanno bene alla salute,
sopratutto, quando scopri di averli professati
per lungo, lungo tempo


Quando scopri di averli professati ti senti ingiustamente un precursore:
e ti viene proprio da ridere.
Scrivere dalla tastiera è immensamente più semplice,
quasi quanto professare ciò che intuisci.
Non so se mi spiego?


Hai bisogno di una conferma leale?
Va bene. Non ho paura.
Se vuoi, puoi lasciarmi un recapito.

Ma quando capirai?

MAI?!
Diamine.

Bip.

Ora.
Adesso.
Non so.
Sono qui, nonostante le realtà.
Leggimi, potrei interessarti.
Non è questo che importa me.
Sì, lo so, puoi sentirti una merda se ti va.
SOLO
se ti va.
Se non ti va mi va bene uguale.
Che io sia la prima, o la seconda o la sesta.
Va bene uguale. Ridi.
Io sono sola.
Come la mettiamo?
Essere, o meglio
sentirsi soli non è usuale.
Dipende da un sacco di cose.


Si pensano a molte cose. E forse tu ne ridi, io lo dico solo perchè qualcosa nei miei meccanismi si è confermato. Tu ne ridi, semplicemente.
Beato te.

 Leggi tutto…
tuttoquadra
31 ago, '08, 10:57 p.
Fallita. Sola.
In esilio, chissà dove. Mi sono auto esiliata, da me stessa.
Non saprei nemmeno spiegare in che modo sto male.
Come se avessi distrutto la fiducia che le persone a me più care provavano nei miei confronti.
Come se avessi tradito la fiducia che io stessa provo nei miei confronti.
Le sigarette non sanno di niente.
Odio quando ho voglia di fumare ma non sento le sigarette.
Mi fa male la testa, agli antipodi delle tempie. Pulsazioni soffocate, ribolliscono. Proprio agli antipodi delle tempie, vicino alla nuca.

In fondo non è successo niente. Alla fine non è successo niente. Però non è questo che mi importa adesso. Non è più questo, perchè comunque qualcosa è successo. Quello che mi ha fatto rimanere peggio, è stato il mio comportamento. Era diabolico o isterico. Non sono assolutamente in grado di incanalare le mie forze in un modo omogeneo, le mie arterie pulsano sempre, e trasportano più sangue rispetto a quello che sarebbe necessario.
E poi, che cazzo voglio che cambi. Che cosa cazzo voglio che cambi. Mi sforzo di continuo per cercare l'errore, quando di errori proprio non ce ne sono. Quando cerchi l'errore è perchè non vuoi vederlo, sotto il tuo naso, fra le tue mani.
Non cambierà niente. Io sono quella di sempre, da sempre, per sempre.
Sto aspettando qualcosa che se non è arrivato ora non arriverà nemmeno mai.

Dopo anni di attesa
Nulla arrivò
Così realizzi che stavi
cercando nel posto sbagliato.

Questa canzone non smette mai di cambiare significato, ogni anno.
Come se un giorno,
 per caso
ti svegliassi

sveglio, capisci che sei
sveglio. E c'è qualcosa che proprio non va.
Scarafaggio o ancora uomo. Come se qualcosa che non sei stato tu a fare o pensare ti abbia cambiato, e sia entrata dentro di te, diventando un nuovo chiodo fisso.
Una cosa che non puoi decidere, che succede senza volontà.
Cambia carta, prima era un cinque di quadri e adesso un otto di fiori. Non significa niente. Non ci sono significati nascosti, metafisici, riguardanti fatalità destino o magia.
Nessuna superstizione, nessuna religione. Niente, e se è niente non può significare qualcosa.
Basta un passo in più o un passo in meno per morire. E in quel momento non lo sai, quindi non te ne frega niente. Cerchi l'errore che stai facendo.
muori.
cosa è valso
niente.
Apri una porta. Chiuda la porta per favore grazie. Chiudi la porta.
Apri la porta. Chiudi la porta. Chiudi la porta. Apri la porta. Apri un'altra porta. Poi la richiudi.
Infatti,
Così si voleva dimostrare, dici poi, col senno di poi.
Ebbene?
Scusi signorina gliel'ho già chiesto prima Può per cortesia chiudere la porta? Entra una corrente fastidiosa che mi batte proprio sul rene destro. Grazie, però non stia sull'uscio, se vuole entrare entri oppure vada fuori.
Tu ci sei entrata una volta, ma non andavi bene. ti han sbattuta fuori, a fare quello che stavi facendo anche prima.
you and your chronies
sempre voi e i vostri amiconi.
In esilio io. Io mi esilio.
"Ha fatto tutto lei"
"Però poverina...."
"Trattati bene, mi raccomando"
aaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa
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tuttoquadra
31 ago, '08, 1:04 p.
POIETICA DEI GATTI - PARTE TRE: IMBARAZZO
"Siete imbarazzanti, cazzo, imbarazzanti. Parlate di intellettuali, ve la prendete con chi ci prova, parlate di cose che nemmeno voi sapete. Ma iniziate un po' a fregarvene! Il mondo è pieno di cretini, è inutile parlarne. Stare zitti, questa è la cosa migliore."
"Ma noi..."
"Ma noi il cazzo, voi siete umani, ecco dove sta il vostro problema. Abbiamo qualche problema noi? Abbiamo bisogno delle vostre case e del vostro cibo? No, non ci serve niente. Come non serve niente a voi. Apprendimento. Spirito. Intelligenza. Sviluppatela miei cari, sviluppate le vostre capacità e mandate a fare in culo il vostro malessere morale. L'appartenenza, il gruppo, l'espiazione, il perdono. Siete scimmie, si, scimmie. Non imparate un cazzo dagli altri, imparate solo da voi stessi, dalla vostra specie, che non ha niente da offrirvi se non rielaborazioni che voi stessi potreste fare. Elaborate, miei cari, elaborate e andrete lontano. Siate liberi dall'indulgenza, fatevi scrupolo delle vostre cazzate, finitela di arrabbiarvi, non abbiate paura. Così non andrete mai a fondo, andrete solo in superficie. Fate come noi: fottetevene."
"Voialtri siete sboccati."
"No, sei tu, uomo, che non hai un cazzo da dire."
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tuttoquadra
29 ago, '08, 2:23 p.
Tutto sembra velato di una grande tristezza,
anche di una specie di impotenza, che forse assomiglia un po' a quella di Fabrizio, ma con un po' più di leggerezza.
Una disperazione che non finisce in pianto, ma in alcool, o in balli.
E poi questi fottutissimi intellettuali. Gli intellettuali che si definiscono tali, dopo una gioventù passata a bere aperitivi e parlare per anni e anni di stronzate riguardanti Riccardo e della figura di merda che ha fatto Clelia, che poi lavorava al bar in piazza e la andava sempre a trovare Alberto perchè era segretamente innamorato di lei. Come? Non sai chi è Alberto? Ma sì, quello che stava con Giulia, quella zoccola. Che poi infatti l'ha mollato perchè preferiva scoparsi i suoi cinque sconosciuti quotidiani piuttosto che sentirsi in dovere di rispondere agli interrogatori del suo ragazzo.
Questi. Gli intellettuali che furono.

Poi un giorno si alzano, e non è che si sentono così bene. Non parlo fisicamente, ma hanno la sensazione di sentirsi....un po' vuoti. Allora vanno nello studio del babbo, che ha un sacco di libri, o magari escono di casa e vanno addirittura in libreria, o magari ancora meglio si mettono a studiare e ad un tratto......gli piace, imparare.
Rimangono folgorati dalla loro capacità onnicomprensiva. Si sentono cambiati dentro. Vanno al bar e raccontano. Gli amici non capiscono, oppure fanno finta di capire, ma si annoiano. Oppure lo seguono, e cominciano a leggere qualcosuccia anche loro. Li ritrovi dopo vent'anni al solito diverso bar, magari un po' più "bohemién", vestiti vintage, a fare discorsi stupidi, ma inframezzati da spezzoni di letteratura e trovate alquanto geniali.
E noi? Mi chiedo.....Beh, noi siamo sullo stesso loro livello. Stesso, identico. NOI SIAMO UNA DELLE FORME. Forse a quel tavolo se un sera decidessimo di uscire con loro potrebbero uscire cose molto piacevoli e interessanti, potremmo tornare a casa, verso mattina, un po' brilli, contenti.
Addormentarci soddisfatti, di una bella serata.
Però forse noi siamo più coscienti di una cosa in particolare più di loro: noi sappiamo della guerra. Noi sappiamo di quella guerra, e di quella morte. Quelle che non finiscono la storia, ma la partecipano. E poi è morto. è andato in guerra ed è morto. Facile, no? E non parlo, cari Alberto, Clelia, Giulia, Riccardo, non parlo di quella guerra che è là, in Kazastocazzo o in Afghaburundi. Ma di quella guerra che tu Giulia nel tuo piccolo provi quando alberto ti fa l'interrogatorio, e che provi anche quando ti scopi quei cinque. Quella guerra che rifiuti, perchè tu vuoi vivere al sicuro.
Io muoio. Muoio sempre. Ogni giorno perdo un pezzo. Cerco faticosamente di sopravvivere. Per questo ballo, per questo bevo! A volte muoio addirittura perchè mi vergogno, mi vergogno di soffrire così tanto, quando penso a certe cose, ne vedo altre per la prima volta. Allora esplodo di felicità, non lo faccio per me, lo faccio per tutti quanti. Perchè io posso farlo per gli altri, per quelli che invece non hanno nemmeno la possibilità di pensarlo.

Ma succede anche quando, per esempio, vorrei che qualcuno ascoltasse anche me, anche se non ho problemi così importanti come i suoi, ma invece preferisce parlare di sé, e io di certo non ho voglia di sminuire il suo discorso inserendoci sopra il mio monologo. Che faccio, lo ascolto, ascolto ascolto paragono dico parlo di me quando rispondo a lui, al posto di IO dico TU, ma lui prende lui, anche se sono io a dire quelle cose. Lui comprerà sempre quello che io gli dirò. è il Mercato. E lui lo fa inconsciamente, per natura, per bisogno. Io ascolto, imparo. Siamo soli, di una solitudine immutabile. Kafka dice:

"Non bisogna poi attribuire troppa importanza alle opinioni. Il testo è immutabile, e spesso le opinioni non sono altro che un'espressione della disperazione per tale immutabiltà."

Le opinioni, in questo caso, potrebbero chiamarsi Giulia, Riccardo, Alberto, Clelia. Ma se questo caso è ammissibile, io non posso più essere me stessa. Devo essere una zoccola, come Giulia, o uno zerbino, come Alberto.

E questo mondo poi, con il suo imperativo categorico, ci dice di continuo "NON FERMARTI, PROSEGUI!" In ogni caso, ad ogni velocità, "Sarai giudicato", da te e da tutti, in ogni momento, in ogni situazione, davanti ad ogni azione e pensiero. Tutti, zaino in spalla, l'arbitro fischia. Corrono, dove vanno. Dove cazzo vanno. Corrono per pochi metri, poi sono stanchi. Si fermano, copulano, corrono, nascono figli, corrono con i bambini, se li portano appresso, poi invecchiando, i loro figli li superano. Cadono a terra, muoiono.
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tuttoquadra
28 ago, '08, 9:54 p.
Mi succede spesso di prendere parte a sfide contro me stessa. Di solito queste sfide sono intenzionali, e mirate specificatamente al raggiungimento di un solo preciso e prestabilito obiettivo.
La maggior parte della mia esistenza accade in questi termini.
C'è da ammettere che mi diverto, a volte mi diverto molto anche soffrendo, o sottolineandomi che sto facendo un mucchio di stronzate evitabilissime.

Devo ammettere che, molte volte, la solitudine prende il sopravvento sulla mia indipendenza e sulla mia fantasia. A volte può capitare che io mi senta disperatamente
sola.





Niente di personale, non me la prendo con nessuno, non lo dico a nessuno, non ho bisogno d'affetto, non sono gentile, educata, graziosa o simpatica oppure ancora spigliata ed estroversa.
Non me ne frega niente. Io mi sento sola, e anche se fossi tutte queste cose, e magari le sono pure, ma anche se le fossi, mi sentirei sempre e comunque sola, di una solitudine magari anche peggiore, ancora più vuota e bisognosa.
affanculo le verità universali, sono sola
in
ogni
caso
anche da sposata
anche da morta
anche da viva
anche da malata
anche da fidanzata
anche da dirigente d'azienda
anche da professoressa
anche da imbianchina

come la mettiamo?
 
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tuttoquadra
27 ago, '08, 10:55 p.
Vedo in lontananza un punto
che lascia dietro di sé una scia luminosa.
Quel punto ha un nome. Il suo nome è Allora.

Se il suo nome è Allora io non so cosa fare,
ma se invece lo chiamo in qualsiasi altra maniera allora so cosa fare.
Ma poichè egli si chiama Allora io non so mai da dove iniziare.
è molto complicato da spiegare, è proprio complesso.

Perchè io credo che "allora" significhi, nella mia testa, non solo qualcosa a caso, ma prima di tutto una qualcosa che prevale sulle altre perchè c'è in me una situazione o delle intenzioni che mi suggeriscono che quello a cui sto pensando sia proprio ciò a cui l'"allora" che ho di fronte alluda.

Tuttavia, questo Allora, continua ad essere un solo, interminabile, e per giunta immutabile Allora, che continua a confutare ogni mia possibilità di avere "azzeccato" l'allora che sento significhi quello che vedo.
Ogni volta che tento di dare una forma che faccia appartenere anche me in quell'Allora, vengo ogni volta respinta dalla sua cecità, dalla sua maledetta immobilità che non mi lascia spazio, se non per descrivere quello che vedo.

Il più delle volte mi faccio valere, e gli dico, -Allora dimmi tu!-, ma non ricevo molte risposte; solitamente la risposta la devo cercare dentro di me, senza aiuti da parte del punto, che dal canto suo, per sua natura, non potrebbe dirmi altro di diverso da ciò che mi sa dire.
E in quel momento mi rendo conto che è inutile stare a chiedere qualcos'altro a un punto che non può che esprimersi così.
Per questo dico che la risposta la devo cercare dentro di me, perchè tanto quel punto potrà solo invitarmi a sottolineare, grazie alla mia volontà di intendere, qualcosa su cui io fino a quel momento non mi ero mai soffermata.
Resta comunque che anche io, come quel punto, procedo, mi muovo, nel mio Allora, così come anche lui procede e si muove nel suo.

Che poi il punto abbia una coscienza tale da rendersi conto che se io mi muovo è anche per merito suo e viceversa, questo è soprattutto compito del punto, perchè io non posso fare molto per farglielo capire, poichè se lo facessi, da un lato rischierei che lui arrivi a decidere di non capirmi, oppure che io cambi totalmente giudizio sul mio conto, costruendomi addosso paranoie che non mi riguardano direttamente.

Il più delle volte si viene a verificare una situazione simile, e non è difficile da immaginare; è chiaro che il tipo di coscienza che io mi aspetto il punto abbia è molto varia, perchè non è una e una soltanto, ma al contrario possono essere moltissime, e altre ancora tutte diverse fra loro; questo genera ogni rapporto fra me e altri punti. Questo genera delle identità vere e proprie, che possono prendere decisioni e sono al sicuro, nelle loro identità.

Allora
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tuttoquadra
26 ago, '08, 4:07 m.
Così sia.

Quando riusciremo a incontrarci ad una distanza più ravvicinata forse lì riusciremo davvero a capirci. per ora posso solo sperare che non siate davvero come vi vedo.
e che io, non sia come mi vedete.

" nei testi introduttivi alla legge si dice di questo inganno: davanti alla legge sta un guardiano della porta. A questo guardiano si presenta un uomo che viene dalla campagna e chiede di poter accedere alla legge. Ma il guardiano della porta gli dice che adesso non può concedergli l'accesso. L'uomo riflette e poi chiede se potrà entrare in seguito. "è possibile", dice il guardiano, "ma non ora". Poichè la porta che conduce alla legge è aperta come sempre e il guardiano si mette in disparte,  l'uomo si china per spiare all'interno attraverso la porta. Quando il guardiano se ne accorge, ride e dice: "Se ti attira tanto, prova pure a entrare nonostante il mio divieto. Ricordati però: io sono potente. E sono soltanto il guardiano della porta inferiore. C'è un guardiano davanti a ogni sala, e ognuno è più potente dell'altro. Io stesso non riesco a sostenere la vista del terzo." L'uomo di campagna non si era aspettato simili difficoltà, la legge dovrebbe essere sempre accessibile a tutti, pensa, ma dopo avere osservato meglio il guardiano in cappotto di pelliccia, il suo grande naso appuntito, la barba nera, lunga e sottile, alla tartara, decide che preferisce aspettare il permesso di entrare. Il guardiano gli dà uno sgabello e lo fa sedere a lato della porta. Lì resta seduto per giorni e anni. Fa molti tentativi per entrare e stanca il guardiano con le sue suppliche. Il guardiano lo sottopone spesso a piccoli interrogatori, gli chiede del suo paese e di molte altre cose, ma sono domande poste con indifferenza, alla maniera dei grandi signori, e alla fine gli dice sempre che non può ancora farlo entrare. L'uomo, che per il suo viaggio si era equipaggiato con molte cose, le usa tutte, per quanto preziose, al fine di corrompere il guardiano. Questi accetta ogni cosa, ma tutte le volte dice: "Lo accetto solo perchè tu non creda di avere trascurato qualcosa." Durante tutti quegli anni l'uomo osservò il guardiano della porta quasi ininterrottamente. Dimentica i guardiani delle altre porte e questo primo gli appare come l'unico impedimento al suo ingresso nella legge. Nei primi anni maledice quella fatalità a voce alta, più tardi, quando invecchia, si limita a brotolare fra sé e sé. Rimbambisce, e poichè nell'annosa osservazione del guardiano della porta ha imparato a riconoscere perfino le pulci nel suo collo di pelliccia, prega anche le pulci di aiutarlo a far cambiare idea al guardiano. Infine gli si indebolisce la vista, e non sa se intorno a lui si fa davvero buio o se sono i suoi occhi a ingannarlo. E tuttavia ora riconosce nel buio un bagliore che erompe inestinguibile dalla porta della legge. Ormai non vivrà più a lungo. Prima di morire, tutte le esperienze fatte nel corso del tempo si riuniscono nella sua mente in una domanda che fino ad allora non aveva ancora posto al guardiano della porta. Poichè non riesce più a sollevare il suo corpo che si sta irrigidendo, gli fa un cenno con la mano. Il guardiano deve chinarsi profondamente su di lui, perchè la differenza di statura si è modificata molto a svantaggio dell'uomo. "Che cosa vuoi sapere ancora?", chiede il guardiano, "sei insaziabile". "Tutti aspirano alla legge", dice l'uomo, "com'è che in tanti anni nessuno oltre a me ha cercato di entrare?". Il guardiano riconosce che l'uomo è arrivato alla fine, e per raggiungere il suo udito ormai quasi spento lo investe gridando: "Nessun altro poteva ottenere il permesso di entrare qui, perchè questo ingresso era riservato a te. Ora vado a chiuderlo".

Non bisogna poi attribuire troppa importanza alle opinioni. Il testo è immutabile, e spesso le opinioni non sono altro che un'espressione della disperazione per tale immutabiltà.
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tuttoquadra
25 ago, '08, 3:00 m.
capire cosa succede e farlo capire di averlo capito.

mi trovo costantemente di fronte a un fatto a cui non voglio credere.
Non voglio credere che sia così, non ci credo, e non ci spero nemmeno poi così tanto.
Perchè sono così vigliacca in fondo.......come dice Fabrizio

tu che m'ascolti insegnami
un alfabeto che sia
differente da quello

della mia

vigliaccheria...
a quel punto della canzone, che non si ascolta mai una seconda volta, ma conserva sempre la sua primordiale imprevedibilità, dicevo a quel punto della canzone, ho letteralmente la pelle d'oca. Ho i brividi fino al cuore del mio cervello. La desolante tristezza che mi fa provare quella canzone, dopo aver ascoltato quest'ultima strofa, ha trovato finalmente un motivo di esistere.
Altro che Kafka.
E dicevo appunto della vigliaccheria che anch'io sento di avere, in quello che invece potrebbe essere vittimismo o lamento, pateticamente vuoti e privi di serietà, io credo o piuttosto preferisco, ritenerla appunto vigliaccheria, perchè in fondo non posso essere così orgogliosa di me fine a me stessa, non posso pretendere di ottenere qualcosa solo perchè la voglio ottenere, ma allo stesso tempo non posso nemmeno rinunciare a volerla.

Io che non vedo più
che folletti di vetro
che mi spiano davanti
che mi ridono dietro...
e in questo consiste la vigliaccheria che sento di avere, quando mi trovo davanti a certe cose che non posso ignorare, che affronto nel modo che ritengo il migliore - e sia chiaro che migliore è a seconda delle circostanze e tutto dipende con lo stesso identico peso - ma che poi si verifica essere un tassello che ha dato un significato a me, al mio modo di agire, alla mia personalità, e a vederci bene anche a quella degli altri.

E poi mi ricordo, quando ero piccola conoscevo questo gioco che mi piaceva molto fare, cioè fissare intensamente qualcuno che non ti sta guardando, anche uno sconosciuto, qualsiasi qualcuno, fissarlo e continuare a ripetersi in testa guardami guardami guardami guardami
e poi lo sconosciuto si girava, dopo non ricordo quanti guardami, ma si girava verso di me e mi guardava. E allora io distoglievo lo sguardo ed ero soddisfatta.

Non so perchè mi vengono in mente tutte queste cose di primo acchito, so però che queste cose non esistono in separata sede ma per esempio nella mia testa hanno tutte una posizione in una rete molto contorta e intricata di pensieri, di dubbi, di significati, di realtà che solo io sto vivendo dentro di me, e che nemmeno io capisco proprio a fondo.
Anche per questo non voglio darmi troppo per scontata, non voglio pensare di avere ragione, non voglio dirmi che così è giusto, perchè non ne sono sicura, preferisco aspettare che ci sia qualcosa di tangibile che me lo confermi, e per ora ho altro da fare, ho altro da conoscere e da imparare, ho miliardi di cose che so che esistono ma che ancora non conosco, quindi non c'è fretta.
E qui appunto i Verdena:

E non ho
più fretta
Io non ho
più fretta
perchè ho

paura.....Paura.
E poi non sarà grave se un giorno capirò che mi sbagliavo su tutto
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tuttoquadra
18 ago, '08, 10:28 p.
Mi espongo al rischio, ho una gran paura...
Come quando inizi a suonare il theremin, che non sai dove metterle le mani nel vuoto, per riprodurre un suono preciso..... una gran paura, anche perchè vado a velocità costante, e sono allo stesso livello di tutti quanti, né più indietro né più avanti.
Mi espongo al rischio ma tanto lo so che sono io ad esagerare tutto, lo so che il rischio me lo invento io, perchè quello di cui ho paura, adesso, non ha in mente la mia attuale esistenza.

O forse semplicemente non aveva il cellulare sotto mano.

è così,  è così che il rischio diventa dubbio, dubbio lancinante, che non si può sapere, che non si può pretendere di sapere. Come posso sapere, dal momento che vorrei sapere ma il momento non si fa esistere e quindi non si manifesta.
Evidentemente, mi dico io, esiste un motivo per cui questo benedetto momento non si manifesta, un motivo che può essere intenzionale o casuale.

Ecco il momento in cui il mio rischio diventa dubbio e in cui il semplice dubbio diventa pure lancinante.
E per di più queste sono cose che se per puro sbaglio si venissero a sapere......sarebbero spaventose.
Sarebbero perlomeno decisive, specificate, precise, causa di conseguenze, motivo per cui mi sono sempre inconsciamente comportata molto vagamente, in modo molto....fuorviante, inarrivabilmente inconcepibile senza una richiedente spiegazione.

Ma adesso che la mia sintassi ha raggiunto una forma sincera, adesso che ho messo a posto questioni talmente personali che inutilmente non potevano essere spiegate, adesso che forse posso mostrarmi, o rappresentarmi, dalla vetrina di me stessa in un modo decisamente più coerente e razionale, non mi posso davvero più nascondere, non posso più nascondere quelli che vorrei potessero essere i miei errori, adesso per forza di cose mi tocca rinunciare, perchè non c'è nessun motivo che mi porti a fingere, nemmeno quello della salute....
Nemmeno quello della salute! E, cosa ben più importante, gli altri capiscono le mie parole, mi danno una fiducia che io non credevo fino ad ora possibile, ma che capisco, in quanto mi capisco.


A questo punto, mi dico: - ecco perchè non risponde!
E l'intenzionale o il casuale non hanno più il significato di partenza. Diventano entrambi casualità, ma perchè dipendono da me, da ciò che io ho fatto e continuo a fare sulla mia traiettoria che lascia, inevitabilmente, una scìa.
Divento potente, nella mia inutilità, nella mia semplicità, anche nella mia presunta frivolezza; divento potente perchè la forza che possiedo non la contengo, ma anzi al contrario la sprigiono, in parole talmente "banali" che si rivelano però poi così dense di significati che spiazzano colui che ha sempre visto il caos al di fuori di sé, ma il caos vero e proprio perchè non corrispondente all'ideale di ordine che viveva in se stesso.
A questo punto trascendo dalla semplice paranoia, continuo ad astrarmi sempre di più fino a domandarmi: ma tutto questo, che non vuole conferma ma solo risposta - risposta che per sua natura suscita un'altra domanda a cui rispondere - quanto senso può avere? Dove, precisamente, intendo arrivare? All'assoluto? Chiaro, ma se l'assoluto non esiste, in questo mondo mortale? Certo può esistere in un'idea, può esistere anche in un insieme di idee, ma poi?

quando mi rivolgo a una persona, una persona che nel caso che sto esaminando si tratta di una precisa persona che alla fine possiede già il suo ordine, il suo assoluto, il suo principìo.
Posso solo arrivare ad essere vista come un parassita, come un pirata forestiero che saccheggia i beni altrui che non conosce e non ha nemmeno voglia di conoscere.
Ma
se io invece, dal mio punto di vista, lo faccio per amore? Lo faccio non tanto per me, ma per qualcos'altro, che non è lui, non è lei e nemmeno lui o l'altro o questo del perchè mi ha fatto questo lei che invece io pensavo che lui volesse;
se lo faccio semplicemente per sapere e per far sapere.
Per sapere facendo sapere, cosa? Cose inutili, cose futili, ma cose che alla fine sono un punto di partenza abbastanza semplice, certo ho già provato a parlare, a fare discorsi dando molte, forse troppe cose per scontate, e quello che la mia esperienza ormai mi ha insegnato è che non si può, non si può davvero mai dare nulla per scontato, perchè sottointendendo cose si giunge inesorabilmente all'inghippo, a quel cavolo di qualcosa che per distrazione poi non torna e che blocca tutto per dover essere spiegato. Allora tanto meglio partire dal principio, quel principio che tutti quanti vogliamo per essere a posto con ognuno di noi stessi e poterci spiegare.

Ora nasce un'altro dubbio: -ha ammesso a se stesso la sincerità come qualcosa di fondamentale?
Se non l'ha fatto, non abbiamo nulla da dirci
se l'ha fatto, sta ancora pensando ai suoi problemi ma in un modo ancor più pesante
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tuttoquadra
17 ago, '08, 8:50 p.
QUANDO TI ACCORGI CHE TI SEI ACCORTO DI QUALCOSA DI CUI NON TI ERI ACCORTO FINO A QUEL MOMENTO TI ACCORGI DI QUANTE COSE NON TI SEI ANCORA ACCORTO E SI QUANTE COSE NON TI ACCORGERAI MAI.
COSì SEMPLICI LE COSE APPENA TI ACCORGI, PRIMA DI ACCORGERTENE PERò SONO COSì CONFUSE QUASI PRIVE DI SENSO PUOI SOLO FARE DEGLI ACCORGIMENTI MA FINCHè NON TI ACCORGI PUOI SOLO ANDARE A TENTONI DI QUA E DI LA INCONTRI QUALCUNO E TI CHIEDE SE TI SEI ACCORTO DI QUEST'ALTROE TU TI ACCORGI IMPROVVISAMENTE DI NON ESSERTENE ACCORTO MA DI ESSERTI ACCORTO DI QUALCOS'ALTRO CHE NON ERA SBAGLIATO MAGARI MA CHE IN OGNI CASO POTEVA ESSERE SPIEGATO ANCHE NEL MODO IN CUI LUI SE N'ERA ACCORTO, CON TALE NATURALEZZA, COME SE NON CI FOSSE NEMMENO BISOGNO DI ACCORGERSENE. NEL FRATTEMPO TI SEI ACCORTO DI ALTRE E ALTRE COSE, SOPRATUTTO ACCORGENDOTI CHE NON HA COSì SENSO ACCORGERSI DI ACCORGERSI SE TUTTO è UN ANELLO DENTRO L'ALTRO.

Sopra la panca la capra canta
aperc arpac al acnap al ottoS
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tuttoquadra
11 ago, '08, 6:52 p.
Se mi fermo un secondo a guardare ciò che c'è:
vedo che in tutto il circostante c'è qualcosa che non va, che non assomiglia a quello che mi assomiglia. 
Un mondo dove non so che parte fare. 
Un mondo che avrei bisogno di capire, prima di sapere. 
La divergenza fra quello che intuisco e quello che faccio. Prendere ogni cosa per buona. 
Non avere paura di fare del male. 
Io sono ciò che sono, e non me ne frega niente del resto.
Devo essere in grado. Devo essere in grado.
Ogni minuto è una lotta, una lotta continua che ha come obiettivo la comprensione. Guardare, cercare di capire chisi ha di fronte, prima di tutto. Poi, fargli capire chi loro hanno di fronte. E quello che rimane è resto, o risultato, ma non sei più tu e non è più lui. è altro, è gioia, amore, odio, fastidio.

Essere in grado.
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tuttoquadra
10 ago, '08, 4:50 p.
La qualità delle cose. La qualità delle cose dipende da
cosa sono fatte e in quale quantità
come queste cose sono state unite
a che temperatura e con quale procedimento

non esiste una sola cosa che sia identica ad un'altra singola cosa.
La qualità è solo qualità.
Migliore è solo ciò che si preferisce
In assoluto non c'è nulla che sia migliore per natura di qualcos'altro.

Dipende anche da quanto interesse e quanto sforzo sono serviti
ma a volte contribuisce anche il caso, perchè a volte per esempio io preferisco
cose fatte con il culo.
Le vedo molto migliori rispetto ad altre fatte con i migliori elementi.
Dipende dal tempo che le vive, da come si fanno vivere in che modo reagiscono all'uso.

Dipende anche da chi le usa, da come le usa e da come le tratta.
Non c'è bisogno di sottolineare che il risultato prodotto sulla cosa non è comunque intenzionale, perchè anche con l'intenzione di ottenere un preciso risultato c'è da considerare che sono i materiali a reagire, anche se ho vaghi dubbi.


C'è da dire anche che uno stato d'animo è qualcosa di molto complicato. Potrebbe essere suscitato da un rimprovero verso se stessi, o da uno stimolo verso qualcosa, un istinto, o, al contrario, un lungo ragionamento. Ma alla fine lo stato d'animo che si presenta è immediato. Sono le reazioni intercapillari che avvengono fra ogni millesima cellula celebrale, miliardi al secondo.
E l'universo è infinito, probabilmente.

L'adolescenza.
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tuttoquadra
24 lug, '08, 12:21 m.
sono qui, apparentemente senza molte cose interessanti da concludere.
Sono sola, nel bel mezzo di Bath, Inghilterra.
La birra 'e molto buona e non trovo l'accento.
In ogni caso cio che ho fatto fino ad ora 'e stato bere birra ininterrottamente, mentre i gabbiani continuano a cantare le loro sinfonie di versi. Anche adesso. Sto pagando 50 pence per scrivere queste stronzate, e questo perche mi sarebbe piaciuto scaricare un video che mi hanno mandato via mail, ma non e stato comunque possibile.
Rinuncio agli accenti e a tutto il resto. L'Inghilterra costa, costa molto. Oggi in tutto ho speso 47 pounds di treno piu 20 di resto. Sono tanti, e se mi voglio spostare in treno dovro digiunare
se vorro bere.
Interessanti le rinuncie.
Cerchero di fare il mio meglio comunque, a parte con i treni che non dipendono da me.
Bath ha chiuso con me. Io mi trasferiro a londra un giorno e basta. Io amo londra, anche dall'autobus.
Non e importante Bath nei miei progetti, pero ci sono i gabbiani e questo mi da una motivazione di piu per scrivere come sto facendo.
Sappia chiunque legga che lo amo profondamente, nell'ubriachezza delle mie parole / nella comica disperazione in cui mi trovo. Gli inglesi son tutti quanti schivi, non ti parlano, e anche se lo facessero io non riesco ad esprimermi correttamente, cosa che mi lascia un po' di amarezza o di rimorso.
Ti amo, tu, che leggi. Anche se non posso guardare il video che mi hanno mandato, anche se inizio a scrivere piu veloce perche i minuti passano e scadono. TI AMO.
Addio gentile o giudeo, un giorno saremo cenere.
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tuttoquadra
18 lug, '08, 7:03 p.
Io dal canto mio lo berrò fino all'ultima goccia.
Certe cose le dovresti capire molto bene, e mi chiedo, perchè con te
non so associare i pensieri con le azioni? Il corpo alla mente, la mente nel corpo?

Sembri fatta in due pezzi separati.
è così.: il mio pensiero ha dei desideri ma il mio occhio vede le possibilità
senza le possibilità che soddisfino i desideri non si può agire, non le posso creare, perchè
ancora non ne sono capace. Il mio pensiero è limitato dal mio corpo perchè il mio corpo non segue i miei pensieri e in questi termini posso solo lottare fra me stessa e la possibilità di far accadere qualcosa,

tu giustamente senza equivoci diresti che dovrei ben sapere che nessuno vede quello che penso.
E io erroneamente ti risponderei certo, ma esisto io, che vedo i miei pensieri e questo caso esclude tutti i possibili restanti, poichè se in me ci sono tutte le possibilità allora dev'essere qualcun'altro a scegliere di dirmi ciò che vede in un certo modo.

Per queste ragioni, le cose stanno semplicemente così.
Non c'è niente di dubbio, perchè ogni singolo, quando parla, sceglie automaticamente di dire ciò che vede in un certo modo. E non c'è nulla di sbagliato nemmeno in quello che anch'io faccio, perchè anche io parlo ed espongo quello che penso, in un senso scelgo, dall'altro mi insinuo in cose che non appartengono solo a me, ne parlo come le vedo, quindi come se fossero mie, e questo può o non può generare o meno incomprensioni.
Ma le incomprensioni. A questo punto, a cosa si riferiscono le incomprensioni?
Si riferiscono al sistema di riferimento? Si riferiscono alla singola cosa in sè?
O si riferiscono a qualcosa di esterno e intimo e personale, come una sfiducia o un trauma riflessi nel sistema o nella cosa?

L'esperienza, il vocabolario, la cultura, possono confondere e portare a credere molte cose, tra le quali quasi praticamente nessuna è esatta, e cioè coincide con l'idea da cui è stata generata.
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tuttoquadra
16 lug, '08, 12:46 p.
[Ecco a voi il regno dei paesi tuoi!
 Ecco a voi il regno dei paesi suoi!]

- Due individui che sono nella folla della parata si guardano in modo stupito

[che la pace sia con voi]

Ebbene sia, risponde un ragazzo dal terzo piano,
Ebbene sia.

/la parata si ferma per pochi secondi fino a che il ragazzo rientra in casa e quindi la parata (bianca e rossa) continua/

- Non riesco ancora a spiegarmi questa cosa dei coriandoli - dice un vecchietto con folti baffi grigi

- E' come la primavera, o come la bufera - rispondo.

/al semaforo rosso, la parata si ferma/

- Io non mi so spiegare piuttosto perchè dobbiamo fermarci al semaforo,



- Potrebbero essere discorsi molto lunghi
- Anche inutili se ci pensi.

- Non mi sembrate né ciechi, né convinti
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tuttoquadra
12 lug, '08, 8:44 p.
bisognerebbe svagarsi un po' ma come ? ogni caso ne esclude uno  Leggi tutto…
tuttoquadra
10 lug, '08, 8:52 p.
Apparentemente, sembrava che non pensasse a nulla Cadmin, così irrisolta la sua esteriorità da apparire invalicabile, latente, fuggitiva.
Non aveva intenzione di condividere molto, dal mio punto di vista; eppure qualcosa nel suo sguardo invitava a parlare, e anche a dimenticarsi delle cose, a contenerle in ciò che si poteva ma si poteva solo chiamare serenità.
Spensieratezza verbale, incontinenza emotiva. A piccole dosi.
Piccole sfaccettature dell'altro, quello che non riguarda nessuno, quello che serve per sentirti riguardante qualcosa.
E qualcosa di inspiegabile, descrivibile attraverso un mucchio di esperienze senza causa apparente, ma con un volto che le riflette, un pensiero che le possiede. Attraverso gli occhi si scoprono tante, tantissime cose a volte.
Con le epressioni, i sorrisi, gli incontri che avvengono dopo molto tempo perdono la loro generale importanza per tornare ad essere qualcosa di conosciuto, e non di insolito.
Cadmin sapeva tutto questo, sapeva dentro di sé che non era cambiato nulla in fondo, arrivati a questo punto, arrivati anche a questo punto.
Cosa doveva cambiare?
Che cosa mai sarebbe dovuto cambiare. Cadmin pensava, spiegava, mi posso vestire di rosso il martedì e di blu il giovedì, ma cambierà solo il colore dell'abito che indosso, che non è nemmeno così importante come può sembrare.
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tuttoquadra
9 lug, '08, 9:31 p.
Si si tutto quadra
tutto quadra, a volte si fa quadrare, ma in un certo senso tutto quadra alla fine.
Quadra come quando incontri delle persone
incontri delle persone che anche se ti sono distanti anni luce ti rispecchiano
quando riesci a rivederti negli altri, ma
quando gli altri non si rivedono in te,
quando esiste sul pianeta una
persona che si chiede, tanto quanto te, nella misura esatta in cui tu
te lo chiedi, in cui tu ti chiedi dove
esisti in lui,
comincia a non quadrare niente. Non quadra niente
di niente.
Non quadra più
perchè non si tratta del tuo quadrato, del tuo piccolo quadrato dove sì, è quasi logico che tutto quadri

ma nel suo quadrato. Esatto quanto il tuo, ma suo.
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tuttoquadra
9 lug, '08, 3:08 m.
Scusa se sono irritante 
Tranquillo ci ho fatto l'abitudine 
Questo significa che posso continuare 
No 
Eddai fammi continuare 
NO 
Ma ci avevi fatto l'abitudine, 
Mai così 
Eeeee 
TU mi hai chiesto scusa
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tuttoquadra
9 lug, '08, 3:06 m.
Non mi ricordo quello che ho appena fatto, non ricordo nemmeno come l'ho fatto.
Se mi interessava, se invece non era importante. Non ricordo nulla.

Mi guardo le mani e ho la scabbia. Alla lunga può diventare un problema penso.
Dovrei andare da un dermatologo, anche se sono dell'idea che ci potremmo tranquillamente lasciar morire,
credo comunque che sarebbe stupido non andare dal dermatologo. insomma sì, è fatto apposta per guarirmi, mi lascio morire ma da sana, credo.
Sana non è la parola esatta, perchè non sono sana, ma la scabbia no, perfavore.
E poi è contagiosa, e non è nemmeno simpatica.
Mi sento infetta
da qualcosa che non è mio.

Mah. la scabbia. Poi
pensare che ho questo genere di animali sottopelle
mi fa venire i brividi

laScabbia
COSA SIGNIFICA QUEST'ACARO? mi intacca.
Ma cosa vorrà mai da me quest'acaro. Mi sento camminare sottopelle. In realtà
è solo una stupida impressione che ho, perchè mi faccio condizionare dalle apparenze, e in più mi informo. Leggo di tutti questi sintomi, tutta questa serietà per curarla,
e mi sento come se avessi la peste.
E come se non bastasse tutto questo, mi metto le mani in bocca, mi divoro le unghie e mi vengono le bolle in bocca.
Anzi solo una, una bolla molto inquietante, interna, labbro inferiore, verso destra.
Me la mordo sempre quella parte di labbro, quindi non capisco se mi è venuta perchè mi mordo  o perchè è una conseguenza della scabbia, dello stress e cos'altro ne so.
La cosa che mi spaventa è che questa bolla è trasparente, ed è già la seconda volta che mi cresce.
Ma non è tutto, perchè quando la faccio esplodere non esce semplicemente del pus, ma mi si riversa in bocca una sostanza mucosa, molto, molto meno liquida del pus, anzi, oserei dire veramente densa e soprattutto mucosa,
nociva.
Forse sono i primi sintomi di una malattia che nessuno ancora conosce,
forse daranno il mio nome a questa nuova malattia,
che sarà un surrogato della scabbia unito a molte altre cose fastidiose, come piccoli crampi alla schiena e vaga, vaghissima depressione post adolescenziale.

Speriamo.

Mi lusingherebbe, coronerebbe la mia stronzaggine. La mia arroganza, e tutto il resto.
Forse potrei sperare di venire inizialmente compatita, e in seguito ammirata e poi amata e celebrata.



Continuerò ad ammalarmi, sempre di più e sempre peggio.

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tuttoquadra
6 lug, '08, 4:58 p.
SENSO UNICO ALTERNATO
Non posso               parlare per 
sentire                      dire

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tuttoquadra
3 lug, '08, 9:53 p.
Belle parole di Man Ray
La sopravvivenza degli oggetti inanimati, delle opere d'arte, ai grandi sconvolgimenti è una delle mie consolazioni. La mia giustificazione, se necessario.
Non sappiamo quali opere significative siano state distrutte attraverso i secoli, ma crediamo che quelle pervenute fino a noi rappresentino perfettamente la loro epoca. Lo schizzo di un maestro di cinquecento anni fa resta una fonte di maggior ispirazione del cosiddetto progresso generato dalla storia e dalla scienza. Per fortuna, non sentiamo la mancanza delle cose che ignoriamo. E, per fortuna, in arte non esiste progresso; infinita è la varietà dei mille sentieri che si aprono all'attività umana.


Un aneddoto interessante
Al momento della resa dei tedeschi, mi trovavo per caso a New York. M'incontrai con Duchamp e con André Breton anch'egli in esilio durante la guerra. Passammo da un ristorante all'altro, ma erano tutti pieni di una folla esultante. Finimmo in un vecchio ristorante tedesco, il Luchow, sulla Quattordicesima strada, affollato anch'esso, ma di tedeschi depressi e lacrimosi. Quando il pianista cominciò a suonare vecchi motivi nazionali, si alzarono in piedi tutti tranne noi che restammo seduti al nostro tavolo.
Riuscimmo a farci servire, mentre Breton lanciava invettive contro la cucina tedesca; inveiva contro qualsiasi cucina che non fosse quella francese. In ogni caso, pensavo, la Germania ha dato i natali a grandi musicisti, e anche a grandi giocatori di scacchi.
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tuttoquadra
1 lug, '08, 12:56 m.
(di sottofondo è la colonna sonora di Donnie Darko)
(la scena si svolge in un salotto, un salotto piuttosto americano e i tre personaggi sono seduti su divano e poltrona in pelle marrone chiara, i genitori sul divano e il figlio sulla poltrona, che crea, a sinistra, un angolo col divano. Dietro la poltrona, la cucina. Ricorda Buffalo 66)

padre 
No no guarda 
Io, onestamente, prediligo il servizio militare. cioè, voglio dire, ti da una chance. Il servizio militare è la tua chance.
  
madre 
Dovresti metterti in lista. Dovresti quantomenoprovarci. 
Dai. Sei così depresso, in fondo. Così depresso e ostile che mi è venuto in mente, 
ti potresti arruolare, potresti sfogarti in quel senso. 
Sei cosìpallido. Cosìsquallido, tesoro. 
non mi dai nessuna soddisfazione. Nemmeno a tuo padre. A scuola va così male, non è la tua strada, lo sai, ti frustra. Di lavoro non parliamo nemmeno, non resisteresti nemmeno due giorni. 
Pensaci.

figlio 
Si, forse avete ragione voi, cari genitori. Forse dovrei arruolarmi nell'esercito, uccidere un po' di persone a caso e vivere ogni minuto con l'ansia di morire. 
Forse mi aiuterebbe a capire qual è la vera strada da seguire, 
per trovare la pace e la saggezza. 
Forse, nel caso fortunato in cui rimanga un sopravvissuto, potrebbero succedermi molte cose entusiasmanti. potrei portare nel mondo la pace, con le mie azioni. 
Forse, e dico forsesia ben chiaro, potrei avere la possibilità di cambiare le coscienze generali, potrei far capire alle persone cosa è giustoe cosa è sbagliato, potrei insegnare molte cose all'umanità. 
Ma, vi dico, forse avete ragione, forse la strada che me lo può permettere è solo quella della violenza. 
Ci penserò su.

padre 
Figlio mio, io non credo che tua madre ti abbia consigliato di arruolarti per questi motivi. Io di sicuro non ho parlato a vanvera: ho semplicemente detto che, data la tua situazione, il servizio militare ti sarebbe d'aiuto, per il futuro. Insomma, guardati: non hai uno straccio di diploma e non ti interessa nemmeno averlo, non hai voglia di lavorare, stai tutto il giorno chiuso nella tua stanza attaccato a quel maledettissimo computer ad ascoltare la musica e a scrivere chissà quale genere di porcate, io devo mantenere questa famiglia e sai che tua madre non può lavorare per quel problema, lo sai, vero.
[la madre abbassa la testa e si guarda le mani che appoggiano sul suo grembo]
è inutile che seguiti a pensare questo genere di cose, le ho pensate anche io quando ero giovane come te, ma fidati che non portano da nessuna parte.

figlio 
Hai ragione papà, sono d'accordissimo. Quindi cosa devo fare? Se vuoi ti dico che mi iscrivo al servizio militare. Se vuoi ti dico 

Va bene, papà, mi arruolerò nell'esercito 
Non ho voglia di autodistruggermi davanti a voi dicendovi che mi vedete come un peso, perchè comincereste entrambi ad attaccare discorsi che non ho voglia di affrontare. 
Però da qui ad arrivare a farmi dire -Ok mi arruolo nell'esercito e forse morirò forse mi salverò e nel frattempo ammazzerò chi mi troverò davanti- mi sembra un po' riduttivo. 
Voglio dire, io vi ascolto, non vi prendo per pazzi, ascolto i vostri consigli come di solito si ascoltano i consigli e ne prendo atto. Ma in quello che mi dite, per come me lo dite, io non ci riesco ad intravedere nemmeno un briciolo,nemmeno un pulviscolo di salvezza. Sono io il disperato depresso o siete voi? 
Ma voi avete
ragion d'esistere?
[padre e madre si guardano]
madre 
Io non capisco figliolo, tu sei così complicato a volte, così ermetico. Non ti capisco sul serio, mi dispiace.



MORALE :
a ognuno i cocci suoi
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tuttoquadra
30 giu, '08, 4:32 p.
Buongiorno, mi presento.

Piacere io sono un segaiolo. Non vorrei spaventarvi con questa mia affermazione, siete pregati di non prenderla solo ed esclusivamente alla lettera, ma anche di ragionare intorno al significato del termine.
sono un segaiolo nel senso sì che mi masturbo spesso e di frequente, ma sono un segaiolo anche perchè ci sono molte cose che mi spingono ad esserlo, anzi a fare più propriamente il segaiolo, di conseguenza a comportarmi come tale.
Sempre, da quando sono in vita, in ogni situazione che vivo, mi trovo davanti ad almeno dieci possibilità, nove delle quali, data la mia natura limitativa di essere umano, devono venire scartate e sacrificate in nome di una fra le dieci, una che è simile alle altre per natura, ma causa effetti che possono anche divergere totalmente per esempio dagli effetti a cui porterebbe e comporterebbe la scelta della possibilità numero tre.

Sono un segaiolo e forse cominciate a capire dove voglio arrivare. Al di là del piacere naturale che provo quando mi trastullo, piacere che non è da sottovalutare, poichè è immenso e sottile, spasmodico e lento, caldo e frenetico, io sono un segaiolo proprio perchè mi rifugio in quest'habitat, in questo autoecosistema in cui traggo piacere da me stesso dopo aver buttato uno sguardo sul mondo.

Ora mi viene in mente un pensiero di Augusto, protagonista di un libro di Unamuno, scrittore spagnolo del novecento, che dice "L'uso guasta la bellezza, la distrugge perfino. La più nobile funzione degli oggetti è quella di lasciarsi contemplare. Com'è bella un'arancia prima di pranzo!"
Ed è proprio questo a cui mi riferisco, a questo stratosferico concetto che prima di proporre al tuo istinto le dieci possibilità te ne propone sostanzialmente due, che si riassumono in una piccola e semplice domanda:
Ne varrà la pena?

Domanda la cui risposta mi porta il più delle volte ad indentificarmi come un segaiolo.
Il segaiolo, contiene in sè tutte le risposte.
Cosa può significare Mariah Carey dal vivo sul mio letto? Immaginiamolo: un sacco di problemi.
Prima di tutto, non saprei cosa dirle. Dovrei fare la parte dell'attore hollywoodiano, stracolmo e ripieno di eros che cola da tutti i pori sottoforma di frasi piuttosto imbarazzanti che mi deconcentrerebbero dal pensiero angelico di Mariah che vedo su top girl mentre sto al cesso. Secondo, Mariah esisterebe veramente, e questo significherebbe solo una cosa: ascoltare Mariah, e soddisfarla, con un tipo di metodo che rischierebbe di deprimermi fortemente, a tal punto da non avere più il coraggio di chiamarla, e ritornare nel mio bagno con il mio top girl senza lo stesso entusiasmo a contemplorare le mie problematiche esistenziali.

Fortunatamente non conoscerò mai Mariah Carey, e fino ad ora riesco a vivere decentemente, nonostante mi renda conto della tristezza intrinseca che potrei suscitare nelle persone.

Motivo per il quale sono molto arrabbiato con le persone che non mi capiscono, e mi danno dello sfigato: e sia ben chiaro, non rimpiango affatto la tenera età dei tredici anni, quando io e miei amichetti ci davamo appuntamento a casa di uno di noi muniti di riviste e pop corn.
Non rimpiango affatto quello squallido periodo, e me ne vergogno molto adesso che sono cresciuto e mi sto lentamente allontanando dalla fase dell'ometto.
Ho letto Svevo, e ho letto anche Pirandello. Mi sono rivisto, in cinque o sei casi, nella figura dell'inetto, e in altri quarantadue, in quella di Vitangelo Moscarda. Non me ne frega niente però, perchè so che non viviamo più nei tempi degli eroi e quindi non valgo niente, e non saprei nemmeno come valere.
Mi limito semplicemente a dare alla gente quello che vuole, ma quello che sono davvero io viene a galla non appena la chiave della toilette di un qualsiasi centro commerciale fa click e finalemente posso piangere felice.
Per il resto, non ho ancora trovato l'amore della mia vita. So benissimo che l'amore non è solo sesso e viceversa, e questa cosa mi confonde molto. Ci sono molte ragazze carine e stupide, molte stupide brutte ma interessanti, molte bellissime e mute, molte mute e basta, e non sto qui a confondervi, perchè la varietà è infinita e dipende solo dalla propria esperienza.
So che l'amore potrebbe forse dipendere anche da me. Non escludo la possibilità che qualcuno potrebbe trovarmi simpatico e magari anche carino e divertente, ma ogni volta che scelgo una delle dieci possibilità vado su tutte le furie, perchè non posso cambiare rotta quando voglio. Insomma, cerco di giostrarmi fra tutte e dieci o trenta le possibilità, ma la conclusione che si genera parte da una sorta di confusione da parte delle altre persone. E mi dispiace, ne rimango profondamente colpito, perchè non era mia intenzione generare tutti questi sentimenti contraddittori e difficili. Onestamente mi volevo solo divertire un po', ma non a scapito di tutti, ma piuttosto l'esatto contrario.

Per questo sceglo di essere un segaiolo. Non posso pensare di vivere per gli altri, stando attento ad ogni loro paura o limite o vocabolario. Non posso pensare di distruggermi l'esistenza per qualcuno che non mi capisce. Sono sicuro che un giorno accadrà quello che vorrei potesse accadere un giorno, e sarò finalmente felice come quando sono nel bagno con il mio top girl.
 
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tuttoquadra
28 giu, '08, 9:02 p.
Eccoci qui
all'inizio di un nuovo capitolo ancora
non si hanno parole, come ogni volta.
Non si trovano, non si cercano.
Si limita ad esplorare
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tuttoquadra
28 giu, '08, 3:43 m.
Non te lo so dire cosa è giusto e cosa è sbagliato.
Non ti so dimostrare cosa è giusto e cosa è sbagliato, perchè non mi dai nessuna apparente base sulla quale ti possa far capire quello che ritengo giusto o quello che ritengo sbagliato.
Non mi interessa così a fondo che tu sappia che cosa è giusto o sbagliato per me. Di solito non parli in questi termini, tu stesso lo dichiari mentre vorresti sapere quello che non traspare.
Uno dei miei principi è che non mi piace davvero quando le persone ti strattonano per il braccio mentre sono all'altro capo del mondo. volendo sapere cose che non esistono.
Un altro principio è che non mi piace quando mi vengono dette cose alle quali non posso rispondere, quando sarei perfettamente in grado di farlo.

Non mi piace per niente, non mi piace.
Non è a posto, è scombussolato e mi da fastidio.
Allo stesso tempo però capisco e mi rendo conto che hai ragione, e per questo mi sento male.
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tuttoquadra
26 giu, '08, 2:24 p.
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tuttoquadra
20 giu, '08, 6:54 p.
ebbene sì,
mai purtroppo.
sempre così e il contrario. Arrivandoci. mi cadono le braccia.
rido delle cose
disimporto e accentuo
lasciando tralasciare
quello che conta
in me, tutto quello che sono.
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tuttoquadra
19 giu, '08, 10:03 p.
e poi ci credo cioè con tutte queste cose da tenere in considerazione non puoi che impazzire finire in carcere essere ignorata insomma chiuderti sulla tua pagina e parlarne, parlarne fino allo sfinimento fino a che cioè non ne puoi più baasta. Tutte le cose che puoi essere e tutte quelle che puoi diventare inspiegabile insopportabile alla fine.
Quando qualcuno sarà d'accordo con te, quando qualcuno si renderà conto come te allora le potrai tirar fuori, far sì che non pesino più che siano indistruttibili e che possano finalmente diventare una base su cui far qualcosa, perchè se ti rendi conto dei punti di partenza altrui, delle loro ecclusioni del loro egoismo allora non puoi non potrai mai dimostrarti nella tua insicurezza, nel tuo essere dannatamente sempre fuori luogo. Quando vieni identificato con l'essere sempre fuori luogo allora sei spacciato non riuscirai mai a cavarne fuori un solo nulla di niente. A maggior ragione per di più, la cosa che non riuscirai mai a capire e ad interpretare. A maggior ragione.
e insomma si tira avanti e sono d'accordo. Però resta sempre un fatto che non si spiega. E quando i fatti sono infinitamente reali e necessari, è una sorta di tragedia. Non riuscirai mai ad uscirne, e questo è appurato, va bene, sono d'accordo, ma poi non riuscirai più ad uscirne per davvero.
E quando tutto smette di alternarsi e comincia solo a diversificarsi, allora non c'è morte e rinascita, ma morte morte morte morte o rinascita rinascita rinascita rinascita.
Tutto vale qualsiasi cosa tutto vale se stesso e il suo contrario e quello che sta di mezzo.
Impossibile da capire, inspiegabile e riduttivo. Asfissiante in una parola ma anche stimolante nell'altra.
Ti dimeni e diversifichi, cambi giochi e fai quant'altro. Ma poi è sempre lo stesso, sempre quello.
Molli prosegui.
Aiuti
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tuttoquadra
19 giu, '08, 9:00 p.
ci entro ci entro

e poi però c'è questo e questo.
questo modo, questa persona e quest'altra,
ci sono io poi che già è abbastanza per impazzire
e poi epoi.
E poi non ci credo, non ci ho mai creduto.
Quando ci crederò, capirò.

Per ora posso solo fare la sonnambula

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tuttoquadra
17 giu, '08, 1:41 m.
AAA.

forse puoi tornare indietro, rivedere.
A volte mi interessa, a volte mi importa. Non lo so se mi interessa o mi importa, è semplicemente così.
Mi do stimoli per darmi stimoli, perchè gli stimoli non sono nulla a confronto di ciò che viene dopo di essi.
E E
e
.
forse sono solo questioni mentali, rifugi nei quali intellettualizzarsi, stimolarsi, aprirsi.
Possibilità
con un numero molto elevato di errori.
Rischiare
e sbagliare, sempre, in ogni modo. Continuare a sbagliare, ma fare qualcosa di tuo.
qualcosa che poi si prende in considerazione, che rimane nel suo significato.
Nella tua stanzetta buia lanci dei messaggi tuoi con un tuo significato, un tuo significato che può essere
capito
frainteso
sticazzi
è il salto che conta, la bontà, il piacere di farlo. Il piacere la goduria di buttarcisi in mezzo alle cose, in mezzo al casino.
Con la sporta ovviamente, con i mezzi.
Mezzi che sono necessari, ma non inespugnabili o invicibili. Sono alla portata di tutti, alla portata di chiunque, te stesso compreso.
E se devo dirla tutta, alla fine delle cose, all'inizio di altre,
non me ne frega niente, cioè me ne frega tantissimo, cioè
va bene, io ti ho detto questo, ma quello che ti dico non lo combatterò, lo combatterò se lo riterrò giusto o corretto nella mia testa, ma se tu avrai ragione, così sia. Le idee sono di tutti, e non mi soprendo quando leggo cose di scrittori importanti che ho già pensato migliaia di volte, in migliaia di forme. Non mi sentirò mai una merda.
Lo sono già, non lo sono mai stata.
Maledetta ignavia, solo ignavia. Da che parte si può stare? Da quale parte, se tutto comprende tutto?
Dove sto io, in quale faccia, se sono un diamante?
Anche se fossi in una faccia, ne possiedo miliardi. E non si può interagire con me.
Non si può interagire con te.
Non si può interagire con lui solo.
Si può interagire fra noi, potete interagire e possono sicuramente interagire.
Basta saper dosare le parole, affrancare i discorsi, imbastire le conclusioni.
Tutto con la massima umiltà
il risultato sarà solo un risultato e non l'inizio di una vendetta, o la celebrazione di un amore.
Al massimo ci sarà rabbia, o amore, o tutti e due contemporaneamente.
Magari si soffrirà per come ci si è visti.
Magari si soffrirà per come ci si sente.
Ma non ha del tutto senso, il senso arriva quando si capisce qualcosa, quando si capisce il significato delle cose.
Il sentimento scaturisce, alimenta, dona, accresce. La mente distingue, analizza, dubita, consacra.
Siamo fatti non so di cosa non so perchè
le emozioni donano. la mente si appropria della materia la trasforma in emozione. in circolo.
E se devo dirla tutta, non c'è fine, né inizio.
Tutto un immenso, interminabile percorso. un immenso labirinto. Un' immensa decisione. Perchè è l'atto di decidere che fa di una persona proprio lei agli occhi degli altri.
è l'esperienza a suscitare la decisione. è la paura a stimolare la decisione, ma anche tutto il resto.
La decisione ci fa diamanti, gli altri ci guardano da piani, da facce, da lati.
tutti ad altezze diverse in pianeti e forze di gravità che non hanno niente a che vedere le une con le altre.
Alcuni con la loro preziosa e magnifica identità che bisogna rispettare per forza altrimenti non la si capisce, altri con la loro stupida umiltà che li confonde, altri con la loro arroganza che fa sì che li si abbandoni e altri ancora. tutti con le loro combinazioni. Tutti con le loro personali delusioni e le conseguenti ambizioni, le loro esperienze.
Per quanto mi riguarda, la solitudine è il mio bene, perchè non ne vengo soggiogato. La accetto. La voglio, in alcuni casi la desidero ardentemente, e in altri addirittura ne sento un bisogno lancinante. Questo perchè
chi altri mi sa capire così per rispondermi altrettanto.
Io sono come tutti voi. Non mi credo un filo di più o di meno, e quando mi credo tale siete voi a farmelo credere, in vostra presenza. Non vi giudico, piuttosto giudico me.
Sono una persona estremamente riservata, ma allo stesso tempo aperta a qualsiasi tipo di cosa mi capiti.
Non voglio avere ragione e non ho paura che l'abbiate, non mi dispiace avere torto, ma allo stesso tempo mi piace pensare delle cose riguardanti il generale derivante dalle mie esperienze.
Me ne conseguo che sono una persona trasparente che non ha voglia di posizionarsi su qualche piedistallo ma ha semplicemente voglia di sapere che ci sono persone sul loro piedistallo, il loro umilissimo piedistallo che loro si sono appositamente create per autocosarsi un po'.
E poi si vedrà. dipende da ognuno di noi, da come ci comportiamo da cosa vediamo e da come prendiamo in considerazione tutto quanto.
Ci saranno persone simpatiche e antipatiche altre un po' più difficili di così e altre veramente interessanti, ma tutto parte da se stessi e da cosa si vede, da come. Per ognuno esiste qualcun'altro, anzi per tutti tutti esistono ma poi ci sono anche delle affinità più profonde che si capiscono più profondamente, per tutti.
E la conoscenza a questo punto è effimera, perchè nessuno riuscirà mai a capire profondamente tutti quanti, dal momento che sta su un piedistallo che ha, anche senza volerlo, ce l'ha proprio perchè ha la necessità del piedistallo, o della sporta, o chiamatela come volete, insomma ha la necessità di tutto questo per capire gli altri, perchè è sul suo livello è dalla sua faccia che può vedere.

NIente di più niente di meno ma solo qualcosa
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tuttoquadra
17 giu, '08, 12:15 m.
L'aspra amara solitudine
di un cordiale egoista,
che capisce quello che dici,
ma lo interpreta.
E tra le pile di dubbi
che volano in quest'aria,
io sono solo un'ideologia felice.
A volte mi rimpiangono
e a me saltano i nervi,
perchè sto solo cercando
Baudelaire
e un viso familiare.

PROSA:
Sto solo maledettamente
cercando un sogno che mi possa aprire gli occhi.
Perchè a lungo andare questo perdersi fa perdere.
E a questo punto ho voglia di perdermi.
Perchè sono arrivata al livello 0,
sono eccesso o sono
mancanza.
Ho sonno ma non posso dormire.
Non sono io, baciami.
Non sono te e nemmeno noi - nemmeno loro.
Mi preoccupo troppo per gli altri
questo è un mio problema?!?!?!
dall'altro lato mi chiedo come
delle così belle persone dicano
TU!
....,non mi ci rivedo.
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tuttoquadra
16 giu, '08, 5:41 p.
Vorrei vivere nel mio cassetto, nel mio bellissimo cassetto dove nessuno può toccare niente
dove dispongo tutto io e
decido io tutto.
Vorrei vivere lì, dove niente e nessuno possa mettere mano senza permesso.
Dove qualsiasi cosa parte da una mia decisione, e non da una situazione o un fatto.
Dove ogni cosa che esiste esiste perchè piace a me e a nessun'altro. E non mi importa niente e dico davvero niente degli altri. Non me ne frega un emerito accidente non mi interessa.
Lasciatemi stare perchè di voi non me ne frega niente. Mi fate schifo tutti quanti tutti compresi
nessuno salvo.
Nessuno
nessuno e
nessuno
niente e nessuno
salvo.
t-u-t-t-i-q-u-a-n-t-i
anche e soprattutto chi non mi ha fatto nulla.
fanculo
da photoshop alle striscie pedonali
dalla a alla z
mi date tutti fastidio, me compresa
io compresa,
e basta.
solo io
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tuttoquadra
14 giu, '08, 6:27 p.
perchè
certi giorni, nel bel mezzo di giugno, fa freddo?
perchè deve succedere, che poi nessuno ci crede più al riscladamento globale
e la situazione si peggiora.
perchè per salvarsi si fanno cose che non garantiscono la salvezza?
perchè se il pianeta tenta di guarirsi con il freddo di tutta risposta l'umanità si riscalda come può?
ambiguo pressapoco.
piuttosto elementare, watson.
però addosso ho un sacco di cerniere lampo, e poi c'è da dire che vivo vicino a un centro commerciale
questo mi potrebbe sollevare molto.
Quello che mi preme è che se davvero certi giorni dovessi ascoltarmi e seguire con i sentimenti i pensieri, mi ammazzerei.
Una sensazione spaventosa. Un vuoto, completo e vuoto. IO
e ancor più qualcosa che c'è, che c'è davvero, ma non si manifesta mai.
Qualcosa che si sa, ma non esiste. Che non si vede fra le cose.
La risposta non conta, forse conta di più la convivenza.
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tuttoquadra
11 giu, '08, 12:14 p.
Soffermarmi a contestare ogni eventualità
sapendo che ha una forma diversa che cambia
continuamente si nasconde non si deduce
trionfa e si rompe
e intanto io
mi trovo in mezzo a una realtà che non conosco, che odio, a cui non voglio partecipare
con stereotipi di vita in groppa che premono, che urlano

ma io non voglio tutto questo, io ho bisogno di andarmene.

"ciao mamma, vado a cercare fortuna"
tipo favola dei fratelli grimm
io non voglio tutto questo, non ci faccio davvero niente
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tuttoquadra
10 giu, '08, 1:14 p.
Ho un gran bisogno di dire la mia
Io che non faccio niente, io che non vivo niente.
Io che cerco di vivere ma non ce la faccio, perchè diciamocelo sono ancora più complicata di voi
mi vedo come vedo voi e questo non mi permette di essere solo me.
Ho un gran bisogno di dire come la penso, di fare quello che voglio fare.
Voglio essere quello che voglio fare.
E per questo posso solo aspettare il momento più adatto, il momento migliore
e fermarlo, per un secondo.
L'artefice di tutto questo non sono io.
Sono solo una piccola e minuscola pedina che vive in tutto questo, pedina con le sue proprie peculiarità
ma se possiedo tutto posso lasciare un segno. Se lo possiedo e non lo pretendo.
Se lo possiedo.
sono capace so farlo
posso non saperlo fare
lo posso pensare
ce l'ho in ogni modo.

Così, come se no?
solo così. Ma perciò così.
Fede, fede.
Ma quale fede, siamo tutti dei porci.
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tuttoquadra
9 giu, '08, 10:43 p.
Il resto non conta. Il resto non conta mai.

Conta sempre qualcosa, ma il resto non conta proprio mai.
Dipende da come ti svegli la mattina, da cosa senti, da che luce c'è.
Come reagire all'atmosfera, come pesa la forza di gravità?

Tipo come quando certi giorni le parole sono, più che significati, forme espressive
quando esistono grazie all'imput del pensiero, e non con il ragionamento.
Oppure quando certi giorni il pensiero è talmente forte che si traduce in esatte parole il cui suono si rivela poi sensatamente coerente ai concetti.
Se si opera e si vive partendo dalla sincerità, soprattutto verso se stessi, non si sbaglia mai.
perchè anche se si sbaglia finirà con il risolversi.

è questa la salvezza che tutti possono avere.
è questa la certezza per vivere nella serenità.
Quando si esculde, o si include, non se ne cava fuori un accidente.
Quando si prende e si da, non si vuole cavar fuori niente. e se qualcosa nasce, è certo.

perchè ostinarsi a chiedersi un miliardo di cose con l'intento di capirle?

Perchè ostinarsi ad affermare a chiedere

ma quante volte ti cambi al giorno
ma quanto mangi
ma perchè non fai così e così

non sopporto, non capisco. Perchè perchè e perchè
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tuttoquadra
8 giu, '08, 6:59 p.
Quando la verità viene a galla
e si distribuisce su tutti i fronti.
Si amalgama
parla da sé, e non si sa spiegare.
Fino ad ora non si capiva niente.

Chi diceva che stava dalla parte di Golia?

Forse David
Forse lo diceva David
quando scagliò la pietra.


quando mi si coinvolge in certe cose, mi viene da stare male,
da dormire, o mangiare.
Vivere in ambienti stantii fa male alle ossa, distrugge le idee.
E quando si comincia a decadere fino al livello umano
e a disporre a piacimento tutti i dati,
a togliersi dai problemi,
esplodo.


Ma sono banalità. banalità
ridicolissime banalità che non andrebbero nemmeno nominate.
Nella coscienza di qualcuno, nell'umanità umana, queste cose esistono.
Le cose esistono a partire da questo.
E NON ME NE FREGA NIENTE DEL RESTO. Non si può avere tutto a scapito degli altri
se gli altri davvero non fanno niente non centrano niente

incolpare a destra e a manca in questo modo così volgare e grezzo, senza un cenno, senza un briciolo di spiegazione
Senza niente. Usare le persone.
Non ho mai sopportato tutto questo. L'ho sempre disprezzato ritenuto
uno dei comportamenti più bassi e schifosi orrendi che esistano da quando esiste la proprietà privata.

Odio tutto questo. Cova la malattia. Risarcisce dall'abitudine. Allontana dai problemi.
Avvicina a problemi, dovrà essere risarcito, esploderà.
Prima o poi.
E poi, sempre poi. Poi. Poi. Facciamolo adesso cazzo.
è così facile, basta così poco. Poi tremi, ma si può fare.
Dispiace solo che debba farlo qualcuno al posto tuo, qualcuno che odierai profondamente,
di cui non ti fiderai più.
Ma io non mi posso fidare di una persona così.
Delusa, amareggiata e incazzata nera.
IO SONO DELUSA AMAREGGIATA E INCAZZATA NERA.
Sto un male cane.
Sto veramente male, per di più con un mucchio di responsabilità addosso che non mi appartengono.
Ma non posso sopportare di vivere tutto questo.
Non lo posso davvero accettare.
LO ODIO.

Sei sincero con tutti, ma non sei sincero con nessuno.
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tuttoquadra
8 giu, '08, 1:36 m.
Ma che dici
ma che fai

ma porca

perchè?

perchè ti ostini
sfiguri la realtà

per come ti presenti
sembri tutto fuorchè quello che vuoi sembrare

assembli cose
perspicace
mi fai contorcere le budella

mi spezzindue
mi spacchi

e allora balliamo
partecipiamo
senza ragione o coscienza

prendendo a martellate il grillo parlante
martellate pesanti

mi diverto, sto bene. Giuro prometto
Giuro sto bene
davvero
niente di più. non sto male
sto pensando a come sarebbe se tutto fosse come in quel sogno
che mai ho sognato
che mai ho immaginato pensato o progettato
sto solo pensando a come sarebbe in quel senso che non ho mai visto né sentito.
Sto solo sperando che tutto sia così come credo.

Io soffro ma
Io penso ma
Io io e ancora io. Sempre e solo io. Sempre e solo così,
niente da obiettare o da ridire

succedono cose, sento vedo.
Succedono cose che sento e vedo.
Mi comporto e mi relaziono
ma mai nessuno che condivida. vivono e vivono, continuano a vivere. Niente condivisione

solo scrittura. autocondivido con me stessa le lettere che compongono le frasi

se solo fosse come credo
potrei facilmente dedurre e decidere quel che
forse non posso fare.
Se solo fosse come suppongo potrei forse
accettare quello che non è mai.
Se solo fosse come vorrei
potrei imporre tutto ciò in cui confido.
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tuttoquadra
6 giu, '08, 7:43 p.
Esprimiti al meglio
cancella ogni cosa
e soprattutto non pensare che tutto si possa sistemare
così
per caso.

Non ti dire che sei fatto apposta per quello che vivi
perchè poi quello che si manifesta verrà da sé

e soprattutto
non pensare che tutto sia dato per scontato

lo scontato non vale niente.
Non si risolve e non si compiace
non si apprezza
alimenta
ma copre

comprime ma esplode!

E se vi dicessi che non ci sto pensando
che non ci penso mai adesso

ma che per il resto penso e basta
escludo, mi invito, vi invidio

e non c'è niente di altro all'infuori di questo
niente di altro
niente di fermo o
qualcosa di rassicurante o soddisfacente

niente di sazio
tutto ci possederà

annientandoci nutrirà
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tuttoquadra
5 giu, '08, 11:02 m.
L'importante è rendersene conto, e non essere troppo tragici.
Non siamo dei in terra, nè santi o personaggi protagonisti.
Decidiamo, ci succedono cose. Il più delle volte assoggettati da noi stessi.
A livelli praticamente invisibili, a volte totali, tali per cui non possiamo nemmeno avere potere su quello che ci succede.

Non voglio perdere le mie capacità.
Non voglio svegliarmi una mattina e non sapere scrivere più.
Ho paura
perchè, che ci crediate o no, oggi è giugno, ma sembra ottobre. Oggi
alla fine
è ottobre.

Non posso essere sicura di niente.
Rassegnarmi, è ottobre, non so più scrivere.
Domani.
Altrove.

Il senso del dovere che ci travolge. Mi sgranchisco le ossa.
Non ho voglia, ma devo.
Vorrei, ma non posso perchè.

E allora

che senso ha


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tuttoquadra
31 mag, '08, 1:00 p.
La rabbia.
L'estasi.
Le grida.
Qualcosa che non mi lascia vivere. Come...
Forse non lo so spiegare.
Ma ha a che fare con l'infanzia e con i sorpassi.
Paura di perdere e indifferenza
attitudine e sentimento.
Organizzazione nel caos.
Ma il vuoto c'è e non si lascia spiegare mi lascia piuttosto
un altro vuoto da colmare.
Credo che non ho capito
che nessuno ha capito

E ORDUNQUE
mi si lascia vivere, ognuno nella propria gentilezza e
nel proprio rispetto.
Senza niente da averci a che fare, con il quale terrorizzare
e OMOGENIZZARE
spergiurare, e mistificare?
Ma cosa cazzo dici.
è solo il trenta maggio duemilaeotto,
da centosessanta centrimetri percorri la superficie terrestre.
Case, colori, luci, interagendovi vi esistete l'un l'altre.
Solo questo, niente di che preoccuparsi. Solo curve

aaa gira la testa a sentirvi parlare a
sentirmi pensare a vedermi lottare a vedervi.
Ognuno col suo piccolo, intenso mondo, di cruogiuolo in cruogiuolo con le sue cose
da fare-non dico questo sto dicendo qualcos'altro
ma lo so dire così.

Aspettatemi che vi raggiungo
EI...
E
ASPETTATE
OHOHHH
OOOOOOO
Voi e il vostro stupido coppino!
Aspettatemiii
(forse ognuno di loro sta
ascoltando la musica?)
Va beh io vado al luna
park capito!! Ci vediamo là
semmai!
O MA.
CAZZO IO LO SAPEVO
DIAMINE
MANNAGGIA A ME E ALLA DISTRAZIONE E ALLA SANTA
PERSECUZIONE!
Non fate il mio gioco
io sono su una giostra
_____________________________________________________________________________

Un'ora dopo
stava soffocando
nelle sue attese
intenzionali attese
volte a capovolgere
tutto
lo stabilito residente in
un esagerato stabilimento
di cotone appena stanziatosi all'angolo
più vicino di tutti
alzatosi esageratamente
in altezza
strabordante di operai
e arancione
un arancione decisamente
insopportabile
nella palude
delle identità ripudiate
estremamente consecutivo
nel suo esistere -
come un grande macchinario dal volto
metallico pronto a
splendere in ogni
momento.
E cchilosa dice l'operaio
alla domanda
- che ore sono?-
E poi chissà perchè
proprio lui è un operaio
e non il suo capo
Come chiedere il perchè
ad un impiegato
...perchè ho moglie...
...figli...
...casa...auto...
le bollette...anche...
______________________________________
TRE ANNI DOPO
ringringringringringringringringringringringringringringring
PRONTO
SI
PRONTO
SI
PRONTO
SI
______________________________________
SUBITO
Mi passi il nastra adesivo?
Toh'
'Grazie
è FATTA
cosa
leggi
---------------
---------------
---------------
Ah.
Eeeh
M
Beh,
Sì, è fatta direi
Ma
C S   P T O, F   ì, S  D E Io vedo, vedo tutto, ma alla fine non è che ci arrivo
O O, L T  C  A  A  E O P così in fretta, spontaneo. Per me è tutto risolto
S C  I  O. O  R  L  I  A O in altro modo.
A O C G   S  C  L  D'N  I, Ma allora cosa ci stiamo a fare qua eh?
? S  A I    A  I, A  A C G  Beh, ci si confronta ma niente di più
E ì   T à,  V  è  F  C H U
 sei d'accordo no.
N C O L   U  C  I   C E A
 PER SOLO PER CERTI ASPETTI, 
O O T O  O  O N  O T R
 MOLTO
N M U S   I  S  E. R U D
 SINISTRI.
                               A.
 
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tuttoquadra
31 mag, '08, 3:41 m.
Tutte cose incomprensibili pensi tu
mentre io mi credo comprensibile, esprimibile, intuibile per quanto meno almeno perfavore

completamente sola mi accingo a dimostrare quello che vorrei capissi senza sforzo reciproco, senza
spiegazione alcuna.

Mi sono coerentemente stancata, al di là delle opinioni o delle autocritiche, mi sono coerentemente annoiata di tutto questo.
Mi sono stancata di andare a cercar tutti in lungo e in largo
ora come ora.
Saranno almeno, in linea di massima, dieci mesi che nessuno mi da per scontata.
In linea di massima dieci mesi.
Credo che piuttosto sia l'ora di finirla, di smetterla con questo teatrino.
Basta, non ci riesco più.
Non sono adatta a questo genere di cose, non ne sono capace. Non sono capace, e non ne vale la pena.
Non sono in grado, e non ho voglia.
Non ho voglia perchè non ci guadagno niente di positivo o negativo, solo una grandissima solitudine di fondo, una grandissima sordina che non mi lascia vivere insieme a tutto il resto.



Non ho più voglia di comprare il cibo, di fare le cose anche per gli altri.
Ho voglia di qualcuno di stabile, indipendente.
Che mi ascolta e non che si ascolta. Che mi permette di ascoltarlo.
Che mi rende capace di capire, e non il contrario.

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tuttoquadra
30 mag, '08, 3:38 m.
Non si possono provare molte emozioni se ci si lascia tralasciare, piano piano, con il tempo.
Quello che si può fare è darsi le mani, aspettare, migliorare.
Ascoltare, pensare, ricordare cose che non si ricordavano da tempo.
Eliminare, prosciugare, rifare, ridire, ricominciare.

Siamo tutti in punti di partenza molto diversi gli uni dagli altri.
Niente da fare, niente da organizzare, niente da scrivere.
Si ricomincia


Ebbene NO

ma cosa dici mai

"sono le tre"

beh, se devo essere sincero avrei fatto tutto il contrario.


Eccoci, sul filo che distingue poche cose, forse troppe, forse nessuna.

chissà se sarebbe lo stesso senza Pirandello
così coerente nella sua incoerenza, così disperatamente d'accordo con tutto ma sempre in disaccordo per qualcosa.

chissà
e chissà.

A dirla tutta è diventato qualcosa di puramente deduttivo, ma anche e soprattutto
selettivo.

E io, penso di essere dalla parte sbagliata
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tuttoquadra
28 mag, '08, 4:11 p.
Comunque.
Comunque comunque comunque.

Comunque non stressare.
Non stressare per favore.
Io sono sola.
Io sono nessuno.
Basta.
Smettila.
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tuttoquadra
27 mag, '08, 1:37 p.
Se ci pensi soloun secondo 
ti rendi conto che non è niente come credi
  
sono alle hawaii e arrivi tu 
dentrodime arrivi tu 
tanto la fine è ciò che fai 
credimiamore nonbas-ta mai
  
e poi 
e poi 
e poi 
e poi 
non ti so capire. 
e poi 
non basta. Non basta
mai.
  
Perchè fai tutto questo 
perchè lo fai 
perchè ti controlli 
perchè ti ostini 
perchè ci provi 
tanto. 
Tanto.....
vorrei avere un autentico 
bisogno corrisposto. 
Vorrei avere un incontrollato istinto che mi possa portare 
dove voglio essere.


  è tutto molto ridicolo. molto inquietante. Molto normale
Tutto così perennemente normale. 
Perfetto 
Normale 
Perfetto!
  
...una merda 
se solo fossi capace di accettarmi, io che mi sento 
se solo fossi capace di autosentirmi accettata potrei almeno farmi accettare 
ma non mi accetto MAI
  
mai.
  
Mi odio. Mi sto profondamente sulle palle. Io 
Gli altri sono sempre dalla parte giusta 
Io mai. 
Mi sento colpevole di quello che faccio, sempre 
e non c'è bisogno che qualcuno me lo dica, quindi 
  sono solo così 
e niente di più, lo scelgo
  
datemi un letto porco dio 
datemi la pace 
datemi tutto quello che non potreste darmi
  
io mi sfogo 
mi sforzo 
ti amo
  
ma tu sei così 
così
perdutamente 
innamorato di qualcosa di migliore 
di me.

SEI UNA FALLITA 
non piaci a nessuno 
e anche quando piaci non piaci come ti vorresti 
tutto filtrato 
aggrottato 
ma muori 
porco dio 
tutto così contorto 
lo contorci lo stritoli se vuoi quello che vuoi-

ma non puoi essere te stessa ! 
NON PUOI MAI 
per questo o 
quel motivo 
mai potrai essere quello che pensi 
mai lo potrai
sei così.
Proprio così.
Senza un rimedio che possa risultare stabile 
senza un aiuto che possa aiutare 
senza un senza addirittura 
ti riduci al minimo 
nella speranza di veder accadere quello che accade 
vederlo crollare 
 

il jazz.

comunque, 
al di là 
il sole splende ancora.

Vento 
muove 
oggetti

carne 
vive 
vita

e tu ridi. 
IO RIDO 
IO RIDO
IO RIDO?




com'è possibile 
io rido dannazione 
alla fine di tutto 
rido.
è questo che mi frega 
questo mi 
assilla 
me ne so disimportare mentre 
soffro 
soffro e soffro.
Vorrei solo che qualcuno potesse alleviare tutto questo 
alleviare 
alleggerire 
darmi del tu 
e non disconoscermi mai

sesso 
scomposto 
puntuale 

poi
vergogna
e immediatamente 
la ripresa


poi 
qualcosa che non so spiegare 
forse 
buio
poi l'alba 
le stelle 
l'universo

....esiamodaccapo.
ma non è importante.
HO PROBLEMI DI OGNI GENERE 
cosa si può fare? 
Mi posso complicare la vita in ogni campo 
darmela a bere poi 
inventarmi le cose saperle rivedere
bello. 
BELLO BELLO.
Felice felicitazioni.
ammazzami crocifiggimi 
che bello scrivere la parola crocifiggimi 
(ci sono persone che mi sottolineano il fatto che dico troppo spesso "che bello") 
ma lo dico solo perchè loro mi inducono a dirlo
zitti morti 
assenti 
in se 
out se 
ma 
cosa 
cazzo 
vuoi

....................Giunto al termine. 
Non aveva più sigarette, aprendolo il pacchetto era vuoto, e lui, 
prima di quel momento, 
non lo sapeva. 
VUOTO. 
Perfetto, l'involucro, neanche una piega. Come nuovo. 
Ma le sigarette, 
le sigarette non c'erano.
Smise di fumare, dalla delusione.

DAMMI UN BUON MOTIVO 
- provò a chiedersi, 
ma era tutto inutile. Vinto dalla delusione non riusciva nemmeno più ad interrogarsi 
Era nuovo, appena comprato quel pacchetto. E nessuno l'aveva toccato
Successo esattamente come quando ad un certo punto si accorse che aveva cominciato a vivere di notte.
Esattamente così.
Triste.
Molto triste. 
Deludente 
o piuttosto deprimente.
Cominciò a sfogliare l'album di famiglia, in cerca di qualcosa di 
alleviante, forse sollevante, forse malinconico. 
Non trovò che qualcosa da invidiare ad altri. 
Solo questo. 
E, come alla luna, si rivolse 
e disse
la vita.


Moriremo.
Viviamo.
E moriremo. 
Bene. 
A posto. 
Non voglio sapere altro se non
quelle maledette sigarette 
dannato me che ne sono dipendente 
rubo alcool mi drogo 
ascolto musica 
mangio

dannato sei 
dannato sarai
e poi 
il SACRO ROMANO IMPERO 
che ci salverà 
u n o per u n o
  
Conversazioni e preghiere e paranoie 
a cavallo di una tomba e una nascita difficile 
poi nel momento ci vivi bene, 
INSPIEGABILE, non trovate?
pressochè assurdo. parola che odio, fra l'altro. 
l'amore. 
l'odio. 
la nostalgia dei tuoi pensieri. 
che cosa si può dire fare baciare lettera testamento 
...il medio, senza dubbio.
al di là della felicità. 
il medio ci salverà! 
sempre...

Attendiamo con ansia il verdetto finale 
attendiamo con ansia il responso
cosa avete dedotto 
dai ditelo, mi servirà per capire voi e il resto. 
PER FAVORE PARLATE!
PARLATE DAVVERO però!

Bene, 
lei ha dimostrato di avere un grande senso dell'umorismo, unito ad una grande versatilità interpretativa. 
Ci fa piacere venire a conoscenza del fatto che lei, da questo momento in poi, farà parte del mondo.
  
.....aaaaaaaaaaaaaaaaa 
buuuuuuuu 
(piango) 
....grazie grazie vi non avete idea di quanto mi fate male in questo momento...grazie 
grazie

Certo che lei, signorina, è una persona piuttosto stramba!
  
eheh...........sigh......già............... 
. 
/sta per andarsene, ma ci ripensa e si ferma su se stessa/ 
scusate....ma vorrei sapere una cosa...

Prego, non deve che chiedere,
  
Beh ecco... A me non è molto chiara la cosa.

La cosa cosa

Beh, il fatto che mi avete accettata 
sì insomma so di poter essere accettata, so benissimo che sono accettata, ma sinceramente non mi importa molto. 
Cioè se vi vengo a dire che personalmente ritengo di passare l'intera mia esistenza fra bicchieri di ogni tipo di superalcolici e ogni genere di discussione che intrattenga in modo piacevole una persona e ogni tipo di qualsiasi tipo di sofferenza, senza limiti, senza inganni, senza doppi sensi....

Signorina signorina non si dia da fare lei, ci pensiamo noi.
Certo certo ma vorrei farvi capire che non lo faccio per voi, lo faccio perchè lo sento dentro!

Ma signorina suvvia non si preoccupi, " che la vita è breve!"
  
Grazie. 
Grazie ragazzi, voi sì che me la salvate l'esistenza. Grazie

Grazie .

E di cosa signorina, noi siam qui anche per lei! 
Perchè lei è importante !

....mi state quasi commovendo
  
:  
Dai su non faccia così, che poi sembra che sta fingendo, la prego ! 
lei è così umile

Risaputo risaputo 
ma non vorrei essere fraintesa, potete soccorrere a questo timore che mi trovo davanti?


Quale  del fatto di venir fraintesa per la sua umiltà?

Sì, quello.


Beh, signorina..../
Sì è vero avete ragione, sono una stronza, cosa vengo a chiedere a voi questo genere di cose. Sono io che devo essere in grado di farmi capire.


Altro motivo per il quale l'abbiamo scelta, per la sua perspicacia, signorina.
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VOGLIO L'ATTIMO ETERNO
l'ordine

l'assuefazione da tutto 
l'estasi 
la scioltezza 
la morbidezza 
il digiuno 
l'ardore 
l'opera 
l'ispezione 
la fuga 
l'entropia 
la rivoltella 
a spese di qualcun'altro 
non si può vivere 
MAI 
e poi mai 
ma mi chiedo se tutto questo è reale o no
NO CHE NON LO è 
in nessun caso

la solitudine èreale in ogni caso 
la solitudine 
fidarsi della solitudine è un bene di tutti 
un approvvigionamento 
esercitare le proprie capacità 
a spese di se stessi 
astrarre le dinamiche 
posporle nel creato 
arrangiarle 
mutarle 
scoprirle.
decidere,
l'unica cosa che conta.











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tuttoquadra
24 mag, '08, 11:16 p.
Cosa c'è di più divertente se non riuscire a stare da soli per conto proprio?

Fare quello che si vuole, come si vuole, senza pensare che c'è qualcuno che ti sta a guardare e può pensare qualsiasi cosa.
Si sisi è bello
Ancora meglio sarebbe riuscire a fare tutto questo anche in presenza di altre persone.
Tutte, le persone.
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tuttoquadra
22 mag, '08, 11:17 p.
Chissà cos'è
e chissà perchè poi.
Paradossale e alla lunga annoiante conturbante.
Sicuramente sincero, ma non so. Il problema è che non so davvero. Non me lo so spiegare.
Mai, non me lo so mai spiegare. Per quello che succede, per come succede per cosa resta.
Mai.
Qualcuno me lo potrebbe suggerire da dietro una tenda?
Sto cercando solo di essere il più me stessa possibile. Niente di chè.
Boh. Qui, in questa landa desolata, non c'è un filo di vento, nè un filo di voce. Solo un gran freddo, tutt'intorno.
I pensieri galleggiano in testa senza un motivo, senza spiegarselo.
Solo continuando a non avere pace, invecchiando molto in fretta. Continuando a fare cose, in continuazione, senza pace, senza niente.
Giostrata fra
giostrata
assoggettata perchè capisco.
Ammutolita.
Poi si cade nell'alcool. Grazie. Facile facile
e poi chi lo sa
si deve sapere forse?

non so, ma digitare quel punto di domanda non è stato ovvio.
Oggettivamente
dico
oggettivamente
posso vedermi?
Posso capire dove sono
cosa faccio
perchè mi succede quello che succede
oggettivamente

non si può capire
non si può vedere
non si può vedere se non con i propri occhi.
Solo con i propri occhi.

E intanto mi ammalo, mi ammalo di qualsiasi malattia e la assimilo.
Assimilo la malattia e mi lascio andare a quello che c'è da fare.
Ma cos'è la cosa più importante
cos'è la cosa più maledettamente importante fra le tutte,
cos'è
sono io che so
quello che è
quello che induce a
quello che invece dice di non
però forse così
ma cosa succede.

Cos'è che mi turba tanto.
Cos'è che determina questa atmosfera così malata, così lacerata, così distrutta
perdutamente persa.
Persa senza essere mai stata trovata.
Devo andarmene, alla svelta


andarmene, via, dove niente mi può appartenere
Oppure struggermi ogni momento, là dove c'è qualcosa che mi prende in considerazione, che mi dice
eccoci

io scappo
io scappo
non posso
scappo
non scappo
vado
perchè

per te
vado
per me
per questo
vado
perchè non è felice
non è mai felice
è triste, terribile,
orribile.

una condanna
uno dei cosiddetti vicoli ciechi
una dipendenza

"ti ho rubato l'anima"
ma perchè
perchè l'hai fatto
non avresti dovuto
avresti potuto più semplicemente mostrarmi
ispirarmi
invece ti sei preso tutto
perchè ti piace
ti fa schifo
adesso
cosa pensi
ormai l'hai fatto
e non dici niente
dici tutto
e non dici
nientevaffanculo cazzo
vaffanculo
pensaci per dio
pensaci bene
perchè non ci stai pensando
in nessun modo
cazzo

dannato
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tuttoquadra
22 mag, '08, 7:45 p.
Aspettando che qualcuno si faccia vivo,
nella palude delle identità ripudiate.
Esercito un potere che sottovaluto.
A un certo punto
mi ci trovo in mezzo, spaesata, senza sapere da dove venga o con quali intenzioni.
Forse è solo la profonda tristezza che mi occupa che mi induce a ricreare al di fuori di me lo stesso ambiente in cui mi trovo.
Ma poi comincia a pesare, quando le situazioni marciscono nel loro presente,
e finiscono per ammazzare il tempo.
Silenzi laceranti. assordanti.
Sembra che ci sia una stupefacente consapevolezza generale di qualcosa che non è detto,
ma che alla fine esiste, o si fa esistere.
E tutto dipende da avvenimenti mediati, filtrati, mai dichiarati apertamente, chissà se per paura per diffidenza o per cos'altro.
Qualcosa che non si sa spiegare. C'è, ma non si può spiegare.
Si può solo determinare, con azioni, con un numero consistente di rischi.
Con possibili figuracce. MA
Quello che non si può sapere, non si saprà mai
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tuttoquadra
19 mag, '08, 1:04 m.
e come si fa

io non lo so fare come si fa

ditemi come si fa perchè non so farlo mi farebbe piacere capire come si fa perchè
è importante sapere come agire e se mi trovo davanti questo genere di cose non so come fare

come si fa?

dai cavolo non è difficile ne sono troppo certa che non è difficile ditemi come si fa
è che ho un mal di testa
una stanchezza
forse mi verrà la mononucleosi
appena in tempo
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tuttoquadra
16 mag, '08, 2:19 m.
Dunque ditemi,
voi illustri sapienti

cosa ne pensate di tutto questo?
Sì, d'accordo...
D'accordissimo...

Ma ditemi,

che cosa ne pensate
davvero?
Non trovate le parole,   state comodi nelle vostre opinioni...
Ma se all'improvviso accadesse la scomparsa delle opinioni?
Non ne cavereste un buco, nè tantomeno un ragno.
Continuate a dire la vostra senza dire la loro e quella di nessun'altro.
A cavallo di una tomba e una nascita difficile.
Vi odio.
Profondamente.
Mi auguro che possiate marcire fra le pene dell'inferno, in mezzo alle fiamme.
Spero che vi lacerino in tutta la vostra presenza. Che vi facciano urlare di dolore, vi scompongano.


Per quanto mi riguarda, io che sto fra il limbo e l'ignavia, mi auguro di impazzire nelle pene più atroci e sconsolate, senza nessun tipo di speranza che mi venga a soccorrere.
Spero di perire alle porte dell'inferno, incespicando fra i miei borbottii e le mie ansie, senza nessun tipo di speranza che possa venirmi a soccorrere. Mentre busso a satana sperando che venga a prendermi.

Perchè quando una volontà è davvero importante, diventa ossessiva, lacerante, mistificatoria, e poi passiva.

Esuberante.
Non sono niente per nessuno. E non me ne frega un cazzo.



Per il resto, domani alle sei e trentaquattro un'autobus fermerà alla stazione di Westbohn, Michingan, e i soliti individui saliranno sul veicolo, pronti per la loro giornata tipo.


Continuo a sognare, ogni giorno, senza che nessuno me lo faccia notar.
Continuo, imperterrita, a unificare (che belli i verbi i verbi che iniziano con una vocale) le cose che sento collegate, ad astrarle nei loro collegamenti.

Ma domani sarà una giornata pesante, e fra cinque giorni dovrò sostenere un esame che non mi riguarda, e domani sarò grazie ad oggi, e oggi sarò qualcosa che mi invento.

Non è importante la causa, forse nemmeno la conseguenza.

Forse conta solo saper decidere quando fermarsi.  Leggi tutto…
tuttoquadra
15 mag, '08, 10:13 p.
Beh cosa ci si può dire.
Ho le palle girate, rotte. Mi sto stancando di tutta questa memoria, questi stamp
questi intersect e quest'altri ctrl alt canc

BASTA
ne ho le palle davvero piene. Datemi la libertà....
e come si fa poi ad averla

come si fa
neanche una porta fra queste vie d'uscita


i desperately need something to be sure of something else
  Leggi tutto…
tuttoquadra
11 mag, '08, 1:04 m.
MI CHIEDO SEMPRE

D'altronde

che ci posso fare?
D'altronde mi ritrovo nel bel mezzo della notte a rivoltarmi nelle coperte perchè non ci dormo bene.
D'altronde, non dipende necessariamente da me.
D'altronde, non c'è comunque una qualche via di scampo.

Mi limito ad evocare qualcosa che so di per certo essere esistito, nonostante non l'abbia mai visto nè conosciuto.

Mi limito ad asciugarmi la fronte, e a fare quello che mi piace fare.

Mi limito. Mi limito tantissimo. Non faccio altro che limitarmi. E se questa è una prova, supererò anche lei.
La supererò, a testa alta.
Perchè sono qui, sono sempre qui. Con senza e per merito vostro. Io ci sono.
Quindi non fate doppi giochi, perchè sarò sempre in grado di non scendere a compromessi.

CAPITO?

E se siete felici voi, tanto meglio.
Preoccupazioni nei miei confronti sono l'ultima cosa che desidero.
Mi rendono sterile.
Univoca.
Bastarda.

Le odio. In fondo,
in fondo.
In fondo ci sto bene dove sto.
Sto dannatamente bene.
Dannatamente però.
Sto dannatamente bene, a passare la mia vita ad essere amata ignorata.
Ingnorata però amata.
Chissenefrega alla fine.
Chi cazzo se ne frega.
Perchè me ne dovrei fregare?
Io??
Ma va'
Ma cosa dici.
Figurati. Non sarò sicuro io a dirvi cosa fare con me. Voi potete fare quello che vi pare con me.
Io me la saprò cavare, non vi preoccupate.
Non vi preoccupate per me, l'ho scelto.
Non ho nessuna voglia che qualcuno si prenda cura di me.
So farlo da sola. Ho solo voglia che certe volte qualcuno si interessi come mi interesso io.
è una meraviglia quando succede. Nonostante sia un'esperienza.






Sempre sempre solo sempre solo esperienze
basta non voglio dire altro
non ho nessuna voglia di dire altro.
Non ho nessuna voglia di stare simpatica.
VAFFANCULO
ecco
VAFFANCULO
VAFFANCULO
VAFFANCULOVAFFANCULO
VCAFFANC ULO
VAFFANCULO
VAFFANCULO
VAFFANCULO
come se non stessi schiacciando i tasti
VAFFANCULO
come se li stessi schiacciando
VAFFANCULO
tutto



qui

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