Vorrei dire qualcosa
per esempio
"sta piovendo"
qualcosa di vero ma che suoni strano
qualcosa di strano ma che suoni originale, non banale
non banale.
qualcosa di orecchiabile, non come tutte quelle persone che oggi continuavano a ripetere la stessa cosa. Cinquanta, sessanta, settanta persone ripetere "si perchè questo cartello dice che se ci mettiamo da questa parte andiamo in questa direzione, mentre quell'altro cartello dice che se andiamo da quell'altra parte andiamo in quell'altra direzione". Grazie, c'erano già i cartelli a spiegarlo, non serviva il vostro aiuto.
e poi a sorpassare, furtivi, donne di sessant'anni suonati che dovevano raggiungere l'amica che stava guardacaso proprio davanti a te... comitive di vecchi.
ma non è silver town, questo paese è una silver country. è abbastanza deprimente, soprattutto durante le feste di paese. okay che nel paese non ci stanno i giovani, perchè siamo una popolazione urbana oramai, ma la popolazione che si incontra durante le feste di paese la dice lunga sull'età media. su venti persone almeno diciassette o diciotto sono vecchie. le altre tre o due sono compagni delle medie o sconosciuti.
a volte penso che vivere qui non faccia molto bene. penso che si sprechino un sacco di energie, che vadano perse un sacco di cose. forse per via delle poche persone che sono disposte a fare, forse per via dei troppi pregiudizi che circondano tutta quanta la vita. forse per via del fatto che il nostro, a malincuore, è un paese davvero cattolico.
quindi c'è una forma di vita molto rilassata, ma allo stesso tempo minuziosamente attenta a tutto. parlo del nord, io sono nata a nord e so solo com'è la gente di una certa zona del nord. parlano un sacco, sparlano un sacco. di cosa, non si sa. "Ma venite e parliamone", mi verrebbe da dire, "parliamo un po' di quello che dite", ma poi so che mi annoierei a morte e non ne tirerei fuori un ragno dal buco. nemmeno quello.
non c'è creatività, non c'è inventiva, solo bisogna far girare l'economia... soprattutto nei rispettivi portafogli.
ed è tutto molto triste, aver paura di perdere qualsiasi cosa, di fare la cosa sbagliata... ma bisogna, davvero,
sapere cosa si vuole. E di certo non è
qualcosa ciò che si vuole, perchè, indipendentemente da tutto, tutto si può volere. è il modo, il modo in cui ci si pone nei confronti della vita. vivere o morire. ambulanze che passano ma non è il tuo turno, chissà quand'è. vorrei fare volontariato. fumo quarantanove sigarette al giorno, chissà quando morirò, ok smetto di fumare.
non si può pensare continuamente alla morte.
non si può pensare continuamente al nulla.
prima o poi qualcosa viene in mente, dal dolore, dalla noia. dagli eventi, dagli incontri, dalla presunta felicità.
la felicità.... si conquista? si mantiene? si perde?
la felicità è qualcosa di puramente inventato... per parlare di come ci si sente. non esiste, in sé e per sé. come insegna una nota pubblicità, la felicità non si può comprare. l'unica cosa che si può comprare sono i soldi.
si potrebbe imbastire un discorso così noioso, ma così noioso, da portare tutti gli ascoltatori ad andarsene.
inversamente, si potrebbe destare l'attenzione dell'ascoltatore fino a farlo appassionare.
queste si chiamano tecniche, io so il significato ma non so applicarlo al concetto. non lo so fare, so solamente fare un disegno, una panoramica. ma quando si tratta di lavorare, di
produrre, non sono capace e mi perdo.
mi perdo in me stessa, nei miei limiti, negli altri, in quello che posso e non posso fare e in chi o in quale entità ha deciso che posso o non posso fare qualcosa e nel perchè mi viene da pensare questo eccetera eccetera eccetera. e mi diverto, ma gli altri, si divertiranno? oppure si annoiano? oppure si spaventano? forse non ottengo risposta solo perchè non la so vedere. forse la risposta è proprio sotto il mio naso.
forse non volevo dire tutto questo e volevo solo parlare.
forse, forse, forse. e ancora e ancora e ancora...
ma chi ha deciso tutto questo?
chi ha mai pensato di decidere tutto questo?
la chimica, la biologia, la metafisica, il bisogno, l'amore, l'odio, la violenza?
oppure il tavolo, il gatto, Giovanni, la vergona, la vendetta?
il tempo?
ahimè...
serve un progetto e delle buone buone intenzioni
e dimenticar si
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